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Grosseto, De Martis (Città Aperta) attacca Megale sui servizi in borghese della Polizia locale

Il capogruppo di Grosseto Città Aperta contesta la riduzione dei servizi in borghese del Nos e presenta un'interrogazione per il Consiglio del 30 settembre.

Illustrazione
In breve
  • De Martis critica la decisione dell'assessore Megale di privilegiare i servizi in divisa rispetto a quelli in borghese del Nos
  • Nessuna nuova assunzione: gli stessi agenti verranno impiegati diversamente
  • Presentata un'interrogazione da discutere in Consiglio comunale il 30 settembre
  • Megale ha già replicato: il Nos non chiude e continuerà a operare in borghese quando necessario

Grosseto. Il capogruppo di Grosseto Città Aperta in Consiglio comunale, Carlo De Martis, ha depositato un'interrogazione sulla riorganizzazione dei servizi della Polizia locale annunciata dall'assessore alla Sicurezza Riccardo Megale, che sarà discussa nella seduta del Consiglio comunale del 30 settembre.

Al centro della polemica c'è un'informativa presentata dall'assessore alla Giunta comunale, che prevede di destinare principalmente ai servizi ordinari in divisa gli agenti del Nos, il Nucleo operativo sicurezza, oggi impegnati soprattutto in attività in borghese. Secondo De Martis, l'assessore avrebbe deciso di tagliare i servizi in borghese della Polizia locale, destinando principalmente all'attività ordinaria in divisa gli agenti del Nos, senza alcuna nuova assunzione: gli stessi agenti verrebbero semplicemente spostati da una modalità di servizio all'altra.

Il consigliere chiede inoltre perché la decisione sull'impiego operativo degli agenti, che dovrebbe competere al Comando, sia stata portata in Giunta. Solleva poi la questione dei rapporti con la Prefettura, dopo che Megale ha sostenuto che una maggiore presenza della Polizia locale in uniforme consentirebbe di chiedere lo stesso sforzo a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, obiezione che De Martis giudica priva di un automatismo dimostrabile.

Con l'interrogazione, il gruppo di opposizione chiede quali criticità abbiano motivato la riorganizzazione, quali servizi in borghese verranno effettivamente ridotti, per quanto tempo e sulla base di quali dati.

La replica dell'assessore

Interpellato sulla vicenda, l'assessore Megale ha già chiarito che non c'è alcuna intenzione di chiudere il Nos e che le operazioni che richiedono abiti civili continueranno a essere svolte in borghese. L'assessore ha spiegato che l'obiettivo è dare maggiore visibilità alla Polizia locale nelle zone più sensibili del territorio, mentre la scelta concreta dell'impiego del personale spetterà al comandante della Polizia municipale, Alessio Pasquini.

La discussione tra maggioranza e opposizione sul tema della sicurezza urbana proseguirà nella seduta consiliare del 30 settembre, quando l'assessore sarà chiamato a rispondere puntualmente all'interrogazione presentata da Grosseto Città Aperta.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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