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Nucleare, Europa Verde Grosseto: «Un bluff economico, meglio le rinnovabili»

Emanuele Perugini, rappresentante provinciale di Europa Verde, contesta il ritorno al nucleare e indica nelle rinnovabili la strada per creare occupazione in Maremma.

Illustrazione
In breve
  • Perugini: il nucleare richiede investimenti enormi e tempi troppo lunghi
  • Cita il caso francese di Flamanville, i cui costi sono saliti a 13,2 miliardi di euro
  • In Italia il decommissioning Sogin è fermo al 47,7% e pesa sul bilancio pubblico
  • Le rinnovabili avrebbero creato 16,6 milioni di posti di lavoro nel mondo nel 2024

Mentre a livello nazionale torna d'attualità l'ipotesi di un ritorno all'energia nucleare per la decarbonizzazione, da Grosseto arriva la voce critica di Europa Verde. È Emanuele Perugini, rappresentante provinciale del movimento ed ex consigliere comunale, a intervenire sul tema puntando l'attenzione sui costi economici e sulle ricadute occupazionali delle diverse tecnologie energetiche.

I costi del nucleare

Secondo Perugini, il nuovo nucleare rappresenterebbe un modello centralizzato, oneroso e con tempi di realizzazione eccessivi. Perugini, rappresentante provinciale di Europa Verde ed ex consigliere comunale, contesta il modello basato sul nuovo nucleare, giudicandolo fortemente centralizzato, costoso e con tempi di realizzazione troppo elevati. A sostegno della sua tesi, l'esponente ambientalista cita il caso del reattore Epr francese di Flamanville, il cui costo stimato inizialmente da Edf in circa 3,3 miliardi di euro sarebbe salito fino a 13,2 miliardi (valori 2015), con il collegamento alla rete arrivato solo nel 2024 a fronte di un cantiere iniziato nel 2007.

A questo si aggiungerebbe la questione dei rifiuti radioattivi: sempre in Francia, il progetto per il deposito geologico Cigéo sarebbe stato aggiornato nel 2025 con una stima compresa tra 26,1 e 37,5 miliardi di euro, su un arco temporale che supera i 150 anni. Anche l'Italia, ricorda Perugini, continuerebbe a sostenere costi legati al passato nucleare attraverso Sogin, con il decommissioning fermo al 47,7% (dati al 31 dicembre 2025) e il Deposito Nazionale ancora non operativo.

La proposta sulle rinnovabili

Di segno opposto la visione proposta da Europa Verde per la transizione energetica. Secondo dati Irena e Ilo citati da Perugini, nel 2024 le rinnovabili avrebbero raggiunto almeno 16,6 milioni di posti di lavoro nel mondo, di cui 7,2 milioni nel solo fotovoltaico, un settore che richiederebbe competenze qualificate come elettricisti, installatori, tecnici e ingegneri, con possibili ricadute anche sul territorio grossetano.

Perugini richiama inoltre il ruolo delle Comunità energetiche rinnovabili e dell'efficienza energetica, oltre alla necessità di reperire risorse attraverso la revisione dei sussidi ambientalmente dannosi, che secondo dati Ispra relativi al 2024 ammonterebbero a 25,4 miliardi di euro, di cui 19,6 miliardi destinati alle fonti fossili.

«La Maremma possiede risorse, competenze e imprese per partecipare a questa trasformazione — conclude l'esponente di Europa Verde —. Spetta alla politica pianificare gli investimenti e formare le competenze necessarie per costruire una transizione che porti benefici reali sul territorio».

Il tema si inserisce nel dibattito già acceso in provincia dopo il recente via libera del Senato al ritorno del nucleare in Italia, che ha riportato l'attenzione anche su possibili siti come Scarlino.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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