Fratelli d'Italia: "Riso della Maremma obbligatorio nelle mense scolastiche toscane"
Il consigliere regionale grossetano Luca Minucci propone una soglia minima obbligatoria di consumo del riso maremmano nelle mense scolastiche toscane.

- Mozione di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale per una soglia minima obbligatoria di 'Riso della Maremma' nelle mense scolastiche e universitarie toscane
- Il pacchetto 'Toscana in campo' comprende 10 mozioni su agricoltura, dal gasolio agricolo alla castanicoltura dell'Amiata
- Richiesta di un assessore regionale dedicato esclusivamente all'agricoltura, oggi in capo a Leonardo Marras insieme ad altre deleghe
- Proposte anche su acque di desalinizzazione per l'Isola del Giglio, grano duro, vitivinicolo e oliveti abbandonati
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Luca Minucci, eletto nel collegio di Grosseto, ha presentato in Consiglio regionale una mozione per introdurre una soglia minima obbligatoria di consumo del "Riso della Maremma" nelle mense scolastiche e universitarie toscane. La proposta punta a sostenere la produzione locale, che secondo Minucci deve confrontarsi con "la concorrenza delle importazioni estere a dazio zero".
Minucci, componente della Commissione Sviluppo economico e rurale, ha illustrato l'iniziativa insieme alla capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Chiara La Porta. I due hanno presentato un pacchetto di 10 mozioni dal titolo "Toscana in campo", per sbloccare risorse, tutelare i produttori e rilanciare il territorio. Il riso prodotto in Maremma è riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali e, secondo quanto riportano fonti regionali, il settore sconta la concorrenza del prodotto estero a dazio zero.
Tra le richieste del pacchetto figura anche quella di un assessore regionale dedicato in via esclusiva all'agricoltura. La Porta e Minucci sottolineano che oggi la delega è affidata a Leonardo Marras, che segue contemporaneamente economia, attività produttive, politiche del credito e turismo, oltre all'agricoltura e alle foreste, e chiedono una figura che possa seguire da vicino aziende, associazioni e crisi di comparto.
La mozione presentata da Minucci riguarda anche le aree insulari: per l'Isola del Giglio e le altre realtà insulari viene chiesta la revisione del Regolamento regionale n. 29/R del 2008 per consentire l'uso agricolo e ortofrutticolo dell'acqua potabile prodotta dagli impianti di dissalazione. Sul fronte della castanicoltura, comparto di rilievo per l'Amiata grossetana, la mozione sollecita la riconvocazione del tavolo regionale, fermo dalla scorsa legislatura, e un coordinamento con il distretto costituito di recente per tutelare i produttori di montagna.
Il pacchetto "Toscana in campo" tocca inoltre il costo del gasolio agricolo, per cui La Porta chiede alla Regione di stanziare almeno 5 milioni di euro di risorse proprie sul modello del Lazio, oltre a misure per il grano duro, il comparto vitivinicolo, la fertilità dei terreni e una mappatura dei terreni olivicoli abbandonati in vista di futuri bandi di riassegnazione.



