Ex scuole di Porto Ercole, l'opposizione chiede un consiglio aperto per bloccare la vendita
A Monte Argentario le minoranze chiedono un consiglio straordinario aperto a Porto Ercole per sospendere l'asta del 14 dicembre sull'ex scuola elementare.

- Base d'asta di 6,2 milioni di euro, offerte entro le 11 del 14 dicembre 2026
- Opposizioni chiedono consiglio comunale straordinario aperto a Porto Ercole e mozione per sospendere la vendita
- Destinazione prevista: struttura alberghiera con vincolo di 50 anni
- Per legge il consiglio deve riunirsi entro 20 giorni dalla richiesta
MONTE ARGENTARIO. I gruppi consiliari di minoranza di Monte Argentario hanno depositato una richiesta formale per convocare un consiglio comunale straordinario aperto alla partecipazione dei cittadini, da svolgere direttamente a Porto Ercole, con l'obiettivo di fermare la vendita delle ex scuole elementari del paese, affacciate sul lungomare Andrea Doria. Nella stessa richiesta è contenuta una mozione che chiede al sindaco e alla giunta di sospendere subito le procedure di alienazione a privati.
Il Comune ha messo in vendita l'immobile con un bando pubblicato il 12 ottobre: la base d'asta è fissata a 6 milioni e 200mila euro, le offerte vanno presentate entro le 11 del 14 dicembre 2026, data in cui si terrà anche l'asta nella sala consiliare del Comune. Non è il primo tentativo: un precedente bando per lo stesso edificio era stato revocato dall'amministrazione prima che si arrivasse al nuovo avviso di ottobre. Il bando attuale prevede inoltre che chi acquista l'immobile e lo rivende prima di aver completato i lavori di trasformazione in struttura alberghiera dovrà versare una penale di 3,5 milioni di euro.
L'edificio, su tre piani fuori terra più un seminterrato, ha una destinazione turistico-ricettiva con vincolo alberghiero per almeno cinquant'anni, decorrente dal rilascio dell'abitabilità. «L'ex scuola elementare rappresenta un bene comune inestimabile che appartiene alla storia e al futuro di Porto Ercole», dichiarano i consiglieri di opposizione, che propongono in alternativa uno studio di fattibilità per destinazioni culturali, associative o di servizio pubblico, anche attraverso finanziamenti regionali o europei.
«Decisioni di questo peso non possono essere prese al chiuso degli uffici o calate dall'alto. È necessario fermare qualsiasi ipotesi di vendita a privati e aprire un confronto pubblico e trasparente con chi vive il paese tutti i giorni», affermano i consiglieri.
La richiesta è stata presentata ai sensi dell'articolo 39 del Testo unico degli enti locali e degli articoli 28 e 40 del regolamento consiliare: la norma prevede che, arrivando da almeno un quinto dei consiglieri, il consiglio debba riunirsi entro venti giorni dalla presentazione. Restano da definire l'organizzazione della seduta e le modalità di partecipazione dei cittadini, mentre il bando resta attivo con la scadenza del 14 dicembre come riferimento della procedura.







