Consiglio comunale di Grosseto, la maggioranza replica: «È stata l'opposizione a uscire prima»
Dopo l'abbandono dell'aula che ha fatto saltare mozioni e delibere, la maggioranza respinge le accuse: «Prima ha lasciato i lavori l'opposizione»

- Saltate anche delibere urbanistiche legate al Pinqua per il Peep di via de' Barberi
GROSSETO. Dopo la bagarre che martedì 30 settembre ha paralizzato il consiglio comunale, arriva la versione della maggioranza, che respinge le accuse mosse dalle opposizioni e ribalta la ricostruzione dei fatti.
I gruppi di centrodestra, in una nota, sostengono che nel corso della seduta si è verificata un'interruzione dei lavori dopo l'uscita dall'aula dei consiglieri di opposizione, e che la maggioranza ha lasciato l'aula a sua volta in conseguenza della scelta dell'opposizione di interrompere la propria partecipazione ai lavori. I gruppi consiliari di maggioranza rimandano al mittente le accuse di quanti si sono per primi allontanati dall'aula consiliare con un comportamento definito sprezzante e privo di sensibilità democratica.
Secondo la ricostruzione della maggioranza, nel momento in cui si sarebbe dovuto affrontare la mozione presentata dal consigliere del Pd Cristian Marchini, la maggioranza ha manifestato il proprio dissenso rispetto alle modalità con cui si stava svolgendo la seduta, dopo quanto accaduto precedentemente su cose ritenute ben più importanti di una mozione del Partito Democratico. La nota si chiude ribadendo la volontà di proseguire il confronto sui contenuti delle mozioni e degli atti consiliari, nel rispetto delle prerogative di tutti i gruppi e del ruolo istituzionale del Consiglio comunale.
Anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna è intervenuto sulla vicenda, spiegando che si era parlato per un'ora e mezza senza concludere nulla, perché la questione relativa al bilancio non aveva senso discuterla in quel modo, e aggiungendo che la reazione della maggioranza era normale, viste le circostanze. Il vicesindaco Bruno Ceccherini, autore del gesto che ha portato all'uscita dai banchi del centrodestra, ha precisato di essersi preso la responsabilità della scelta, spiegando che non era un atto diretto contro il consigliere Marchini o la sua proposta.
Lo scontro era esploso durante la discussione sul rendiconto, dopo i rilievi della Corte dei conti che a inizio settembre avevano rideterminato l'avanzo libero del Comune da 8,38 a 3,84 milioni di euro. A farne le spese, con il venir meno del numero legale, sono state anche mozioni delle opposizioni e alcune delibere urbanistiche legate al progetto Pinqua per la rigenerazione del Peep di via de' Barberi, rinviate alla prossima seduta.













