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Chirurgia, i sindaci ottengono lo stop alla delibera 901 fino a fine confronto

I sindaci della provincia approvano all'unanimità la richiesta di non attuare la riorganizzazione chirurgica fino a fine confronto. Nasce il Patto per la sanità maremmana.

Chirurgia, i sindaci ottengono lo stop alla delibera 901 fino a fine confronto
Immagine generata con IA
In breve
  • Aperture con riserve da Cisl, Uil e Anaao Assomed, che chiedono risorse aggiuntive e non un blocco a costo zero

La delibera 901 resta sospesa fino a fine confronto

I sindaci della provincia di Grosseto hanno trovato un'intesa sulla riorganizzazione della rete chirurgica prevista dalla delibera 901 dell'Azienda Usl Toscana sud est, datata 28 agosto 2026. Nella seconda conferenza congiunta delle due zone-distretto, il documento ha raggiunto il quorum deliberativo in entrambe le assemblee, superando le divisioni emerse nel primo incontro, quando dieci Comuni e alcune sigle sindacali avevano chiesto il ritiro dell'atto.

La posizione ora cambia: non si chiede più di cancellare la delibera, ma di non procedere, fino alla conclusione del confronto con la Conferenza dei Sindaci, con l'attuazione della riorganizzazione prevista dalla delibera e di aprire subito un tavolo di lavoro, mettendo a disposizione i dati necessari alla definizione del nuovo Patto.

Nasce il Patto per la sanità della Maremma

Il Patto per la salute della Maremma dovrebbe coinvolgere Regione Toscana, Azienda Usl Toscana Sud Est e Conferenze dei Sindaci, con l'obiettivo di definire missione e prospettive dei singoli presidi, organizzazione della rete ospedaliera e territoriale, fabbisogno di personale, investimenti, liste d'attesa, mobilità sanitaria, risorse e obiettivi verificabili nel tempo. Un capitolo riguarda anche il personale necessario per rendere operative le strutture e gli investimenti già programmati, compresi quelli del Pnrr.

Tra i punti del documento c'è la richiesta di un nuovo sistema di allocazione delle risorse sanitarie, che tenga conto non solo della popolazione ma anche dell'estensione del territorio e delle distanze tra i centri, con meccanismi di perequazione per le aree interne. Il principio guida è rafforzare l'ospedale Misericordia di Grosseto senza indebolire i presidi di Orbetello, Massa Marittima, Castel del Piano e Pitigliano, che dovranno mantenere funzioni, personale e investimenti certi.

Le posizioni dei sindacati

Sul fronte sindacale, la Cisl ha chiarito tramite il segretario Simone Gobbi di non essere pregiudizialmente contraria a una riorganizzazione della rete chirurgica, con l'obiettivo di migliorare qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure, ma di non aver avuto rassicurazioni su alcuni aspetti fondamentali, a partire dalla gestione delle emergenze chirurgiche a Massa Marittima, che a suo parere deve rimanere attiva 24 ore su 24. Posizione simile per la Uil, che valuta positivamente il nuovo documento pur ricordando i tagli già subiti dal territorio.

Diversa la lettura di Anaao Assomed, il sindacato dei medici, che accoglie il metodo basato sui dati ma sottolinea che la riorganizzazione della rete chirurgica è già in corso e invita a non disperdere il lavoro già fatto, chiedendo che l'obiettivo sia l'ottimizzazione del sistema e non un semplice blocco per ripartire da zero. La richiesta comune ai sindacati è che il confronto sia accompagnato da risorse aggiuntive per personale e servizi, non da una riorganizzazione a costo zero.

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