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Alunni stranieri, in 35 plessi della provincia di Grosseto superata la soglia del 30%

Cgil e Flc contro l'ipotesi di tetto obbligatorio: in Maremma colpirebbe soprattutto Amiata, Colline Metallifere e scansanese.

Illustrazione
In breve
  • 35 plessi scolastici della provincia superano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana, con punte del 70%
  • Cgil e Flc Grosseto contestano l'ipotesi di tetto obbligatorio proposta dal governo
  • Le aree più esposte sono Amiata, Colline Metallifere e zona di Scansano
  • Il sindacato chiede stabilizzazione dei precari e più risorse invece di misure sulla nazionalità

In provincia di Grosseto sono 35 i plessi scolastici in cui gli alunni con cittadinanza non italiana superano il 30% del totale, con punte che in alcuni casi arrivano al 60-70%. Il dato emerge da un'analisi della Cgil su fonte MIM Open Data, relativa all'anno scolastico 2024/25, diffusa in un intervento di Cristoforo Russo, responsabile scuola della Camera del lavoro di Grosseto, e Alessandra Vegni, segretaria della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc Cgil).

Il tema è tornato d'attualità dopo che il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha rilanciato l'ipotesi di rendere obbligatorio, tramite una nuova circolare o un decreto, il tetto del 30% agli alunni con cittadinanza non italiana per classe, circoscritto agli studenti non comunitari con conoscenza scarsa o nulla della lingua italiana, con l'obiettivo dichiarato di evitare la formazione di classi cosiddette "ghetto" e favorire una distribuzione più equilibrata tra gli istituti di uno stesso territorio.

Secondo i dati riportati dal sindacato, in Maremma le concentrazioni più alte si registrano alla primaria di Boccheggiano (60,9%), Prata (72%), Monterotondo (57,4%) e Seggiano (56%), oltre alle medie di Saturnia (50%) e Montieri (52,5%). Percentuali elevate si trovano anche a Manciano, Roccastrada, Cinigiano, Scansano, Pomonte, Arcidosso e Castel del Piano.

Per Russo e Vegni, un'eventuale soglia obbligatoria non avrebbe impatti sulla costa maremmana ma rischierebbe effetti pesanti sulle scuole della fascia collinare e dell'Amiata, con possibili chiusure di plessi, perdita di posti di lavoro e problemi di applicazione pratica legati agli spostamenti degli studenti.

I due sindacalisti sottolineano inoltre che gran parte degli studenti stranieri residenti in Italia è nata nel Paese e parla l'italiano come madrelingua, mentre le difficoltà reali riguarderebbero un numero più contenuto di alunni arrivati di recente o in condizioni di forte disagio. La Cgil ricorda che le scuole già lavorano con gruppi classe organizzati in base alle competenze linguistiche e chiede al governo di investire su stabilizzazione dei precari, nuove assunzioni e retribuzioni più adeguate per il personale scolastico, piuttosto che intervenire sulla composizione delle classi in base alla nazionalità degli studenti.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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