Vendemmia 2026 in Maremma: meno uva ma qualità alta, pesa la crisi dei consumi
La Cooperativa Vini di Maremma chiude la raccolta con uve sane ma rese in calo per il caldo. Preoccupa il mercato, soprattutto per i vini rossi.

- Vendemmia 2026 quasi conclusa con circa due settimane di anticipo per il caldo
- Uve sane, rese leggermente inferiori alla media secondo la Cooperativa Vini di Maremma
- La cooperativa conta 204 soci e 468 ettari di vigneto conferito
- Preoccupa il calo dei consumi globali, soprattutto per i vini rossi, e il rallentamento del mercato Usa
La vendemmia 2026 si avvia alla conclusione in Maremma con un bilancio agricolo positivo, ma con un mercato che resta l'incognita principale per le aziende del settore. A tracciare il quadro è la Cooperativa Vini di Maremma, una delle principali realtà vitivinicole della provincia di Grosseto, che ha anticipato la raccolta di quasi due settimane a causa delle temperature elevate dell'estate.
Uve sane, rese in calo
Il presidente della cooperativa, Massimo Tuccio, spiega che le uve raccolte sono sane e non si sono registrati problemi di malattie crittogamiche, mentre le rese risultano leggermente inferiori alla media proprio a causa del caldo. La direttrice Donata Vieri aggiunge che l'umidità ha permesso di evitare stress alle piante e problemi come la peronospora, con bianchi descritti come freschi e persistenti e rossi con corpo e colore.
Il quadro è coerente con quanto osservato a livello regionale: in Toscana, tra Maremma e Chianti, le ondate di calore hanno imposto un anticipo diffuso della raccolta Ai problemi di mercato si aggiunge un clima fuori norma, con quattro ondate di calore che hanno accelerato il ciclo vegetativo della vite su tutta la Penisola, imponendo un anticipo diffuso della raccolta. In Toscana, tra Maremma e Chianti, gli anticipi sono compresi tra 7 e 15 giorni, con quantità generalmente più contenute ma uno stato sanitario delle uve giudicato buono quasi ovunque.
Una cooperativa radicata nel territorio
La Cooperativa Vini di Maremma conta 204 soci, 21 collaboratori e nove componenti del consiglio di amministrazione, con 468 ettari di vigneti conferiti dai soci. Secondo il bilancio di sostenibilità diffuso dalla cooperativa, nella vendemmia 2024 sono stati prodotti 37.386,73 quintali di uva, trasformati in 26.352,24 ettolitri di vino, mentre nell'ultimo esercizio sono state imbottigliate oltre 200mila bottiglie, oltre al vino confezionato in bag in box.
Il nodo del mercato
Il problema maggiore, secondo Tuccio, non riguarda i vigneti ma la vendita del prodotto: a livello globale c'è un eccesso di produzione e un calo dei consumi, soprattutto per i vini rossi. Anche gli Stati Uniti, tra i principali mercati di sbocco per l'export, mostrano segnali di rallentamento legati non solo ai dazi ma anche al cambiamento degli stili di consumo.
Il tema delle giacenze riguarda l'intero comparto nazionale: a livello italiano le cantine registrano circa 42,6 milioni di ettolitri di vino stoccato, un dato in crescita rispetto al 2025 che ha già indebolito i prezzi dell'uva in diverse denominazioni Vendemmia 2026 al via con 42,6 milioni di ettolitri di vino in cantina, +6,9% sul 2025: serbatoi sotto pressione, prezzi uva in calo. Anche la Regione Toscana è intervenuta sul fronte produttivo, accogliendo le richieste dei consorzi di tutela e riducendo le rese massime per alcune delle principali denominazioni Con un invenduto pari a un'annata e mezza di produzione, la Regione ha accolto le richieste di Brunello di Montalcino, Chianti, Chianti Classico e Toscana Igt, con tagli produttivi intorno al 20%.
Di fronte a questo scenario, Confcooperative Toscana Sud e Confcooperative Grosseto chiedono un maggiore sostegno delle istituzioni per accompagnare le imprese del territorio in una fase definita delicata, in cui la qualità della produzione deve confrontarsi con un mercato sempre più complesso.




