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Nella Doc Maremma Toscana i vini bianchi superano i rossi: boom del Vermentino

In dieci anni la Doc Maremma Toscana ha ribaltato le proporzioni tra rossi e bianchi: il Vermentino è ora la varietà leader della denominazione.

Nella Doc Maremma Toscana i vini bianchi superano i rossi: boom del Vermentino
Immagine generata con IA
In breve
  • Nel 2014 i rossi erano il 69% dell'imbottigliato Doc Maremma Toscana, i bianchi il 28%
  • Nel 2024 i rossi erano scesi al 54%, i bianchi oltre il 40%
  • Oggi i bianchi hanno superato il 43% e il Vermentino è la prima tipologia della denominazione
  • Il Consorzio di tutela segnala anche il rischio di una pressione sui prezzi legata alla grande distribuzione

La produzione vinicola della Maremma sta cambiando colore. Nella Doc Maremma Toscana, la denominazione che raccoglie le cantine dell'intera provincia di Grosseto, i vini bianchi hanno superato i rossi in termini di bottiglie imbottigliate, invertendo un equilibrio che per decenni aveva visto il rosso come riferimento della produzione locale.

A fotografare la trasformazione è il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, che mette a confronto i dati degli ultimi dieci anni. Nel 2014 il 69% della Doc Maremma Toscana era costituito da rossi e appena il 28% da bianchi. Dieci anni dopo i rossi erano scesi al 54%, mentre i bianchi avevano superato il 40%. Nel 2026 il passo successivo: oltre il 43% dell'imbottigliato della denominazione è ormai bianco, e una sola varietà, il Vermentino, è diventata la prima tipologia della denominazione.

Una tendenza che parte da lontano

Il cambiamento in Maremma si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda i mercati internazionali del vino. Dentro una crisi mondiale dei consumi che ormai non può più essere considerata congiunturale, quella del vino rosso è ancora più evidente: il prodotto che per decenni ha rappresentato nell'immaginario collettivo il vino per eccellenza perde terreno mentre crescono, o comunque resistono molto meglio, bianchi, rosati e bollicine. Dal 2013 la produzione mondiale di bianco ha superato quella del rosso e nel 2021 rappresentava circa il 50% del totale, contro il 42% dei rossi.

In questo contesto, secondo il presidente del Consorzio Francesco Mazzei, il territorio maremmano ha margini ancora ampi di crescita sul fronte del Vermentino. Il mare, secondo Mazzei, è il filo che tiene insieme un territorio così diverso: «È un vitigno che sente il mare, e il mare lo si sente anche dall'Amiata, con espressioni molto diverse. Il secondo è che, oltre a esserci un grosso potenziale qualitativo, c'è un'opportunità commerciale. Il mercato oggi sta andando nella direzione dei bianchi».

Il Consorzio, tuttavia, segnala anche un rischio da non sottovalutare: quello di finire nel tranello nel quale finiscono alcune denominazioni, cascando sui prezzi bassi e sulle eccessive esposizioni nei canali moderni o nei supermercati, che creano una pressione sul prezzo molto forte. Un avvertimento che, secondo il Consorzio, vale soprattutto per chi punta a inseguire il mercato senza una strategia di valorizzazione del prodotto.

Oggi la Doc Maremma Toscana conta su una produzione complessiva che sfiora i 7,5 milioni di bottiglie, con il Vermentino diventato nel frattempo il simbolo del cambiamento in corso nelle cantine della provincia.

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