Cisl Grosseto: salari bassi e spopolamento frenano la Maremma
Il Consiglio generale della Cisl grossetana presenta un Osservatorio sul territorio: occupazione in crescita ma stipendi tra i più bassi della regione.

- Tasso di occupazione al 70,9% nel 2024, in linea con la Toscana
- Retribuzione media annua di 17.272 euro, oltre 5mila euro sotto la media regionale
- Cassa integrazione triplicata: da 167.442 a 491.683 ore utilizzate
- Popolazione in calo: 215.005 residenti al 31 dicembre 2024, 797 in meno sull'anno prima
Il Consiglio generale della Cisl di Grosseto si è riunito giovedì 1° ottobre per fare il punto sui temi di lavoro dei prossimi mesi, presentando un Osservatorio con i dati ufficiali sull'economia e la demografia della provincia. All'incontro, oltre al segretario generale della Cisl Grosseto Simone Gobbi, erano presenti Giorgio Graziani della segreteria generale Cisl e Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana.
Il confronto si inserisce nel solco del Libro Verde per il Patto sociale, il documento con 120 proposte su produttività e salari, politica industriale, formazione, demografia, welfare e partecipazione pubblicato di recente dalla Cisl nazionale. Secondo Gobbi, queste priorità coincidono con molte delle tematiche che la Cisl Grosseto sta affrontando in provincia.
Occupazione in crescita, ma salari bassi
I dati raccolti nell'Osservatorio, consultabili sul sito della Cisl Grosseto, delineano un quadro di luci e ombre. Nel 2024 il tasso di occupazione in Maremma e sull'Amiata ha raggiunto il 70,9%, allineandosi al livello toscano e superando la media nazionale, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,2%. Dietro questi numeri, però, si nasconde una qualità del lavoro inferiore rispetto al resto della regione: la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti in provincia si ferma a 17.272 euro, contro i 22.388 euro della Toscana e i 23.630 euro della media italiana, con un divario di oltre 5.100 euro rispetto al dato regionale. Nel 2023 le giornate retribuite hanno coperto solo il 71,3% di quelle teoricamente lavorabili, segno di stagionalità, part-time involontario e discontinuità diffusa.
Cassa integrazione triplicata e spopolamento
Un altro segnale di fragilità arriva dal ricorso agli ammortizzatori sociali: nel 2024 sono state utilizzate 491.683 ore di cassa integrazione e fondi di solidarietà, quasi il triplo delle 167.442 ore dell'anno precedente. Sul fronte demografico, al 31 dicembre 2024 la provincia contava 215.005 residenti, 797 in meno rispetto all'anno prima, con un indice di vecchiaia di 292,4 persone over 65 ogni cento giovani sotto i 14 anni, contro 242,5 in Toscana e 208 in Italia. La provincia conta inoltre oltre 63mila pensionati Inps.
Per Gobbi questi elementi comportano conseguenze concrete: meno giovani disponibili sul mercato del lavoro, difficoltà delle imprese nel reperire personale e una domanda crescente di sanità, assistenza e mobilità, in un contesto in cui le nuove generazioni scelgono dove vivere valutando non solo il lavoro ma anche salario, casa, trasporti e servizi.




