Bagni di Petriolo: storia, rovine e vasche termali sul fiume Farma
Guida ai Bagni di Petriolo, terme fortificate medievali sul confine tra Civitella Paganico e Monticiano: storia, ruderi da vedere e informazioni per la visita.

- Sito termale noto fin dall'epoca romana, citato da Cicerone e Marziale
- Cinta muraria del 1404 che rende Petriolo un raro caso di "terme fortificate"
- Frequentato nel Quattrocento da Papa Pio II, Medici, Gonzaga ed Este
- Vasche naturali libere lungo il fiume Farma, accanto allo stabilimento termale a pagamento
I Bagni di Petriolo sorgono lungo il corso del fiume Farma, al confine tra il comune di Civitella Paganico, in provincia di Grosseto, e quello di Monticiano, in provincia di Siena, nel cuore della Valle dell'Ombrone. Nel cuore della Valle dell'Ombrone, tra Monticiano e Civitella Paganico, i Bagni di Petriolo sono una delle sorgenti termali più famose della Toscana. Il sito unisce un valore storico-architettonico, legato alle rovine del complesso termale medievale, a un uso ancora oggi gratuito delle vasche naturali.
Una storia lunga duemila anni
Le Terme di Petriolo erano già conosciute fin dall'epoca romana, tanto da essere citate in un'orazione di Cicerone e in un epigramma di Marziale; inoltre, nella zona sono stati rinvenuti alcuni resti di epoca etrusca e romana, sia nel versante grossetano che in quello senese. Il toponimo con cui il luogo è conosciuto oggi risale invece al Medioevo: secondo una ricostruzione diffusa, il nome Petriolo deriva da petria, cioè imbuto di legno, per la sua forma, appunto, quasi a imbuto.
Le prime notizie documentate sul sito risalgono al XIII secolo: le prime notizie certe risalenti alle origini delle Terme di Petriolo sono da attribuire all'anno 1230, mentre nel 1266 la Signoria di Siena ordinò la costruzione ex novo di un bagno, da utilizzare in qualità di luogo ricreativo. La fama del luogo crebbe nel corso del Trecento, quando il celebre medico Gentile da Foligno le citò nel suo Tractatus de Balneis, all'interno del quale i bagni solfurei sono consigliati come rimedio per le affezioni dell'apparato respiratorio e per alleviare i dolori alle articolazioni.
Le terme fortificate e la leggenda della sorgente preziosa
Tra il 1409 e il 1414 le terme furono cinte da possenti mura, un caso più unico che raro nel panorama degli stabilimenti termali italiani: le Terme di Petriolo, le cui origini risalgono al XIV secolo, sono un complesso fortificato con una cinta muraria quasi integralmente conservata, torri, una porta, una locanda, vasche termali e una chiesetta. La tradizione popolare racconta che le mura vennero erette perché l'acqua calda che sgorgava dal sottosuolo era considerata un bene talmente prezioso da dover essere difeso: i monconi di mura residui appartengono infatti all'antico "Castello di Petriolo", struttura difensiva eretta a protezione della sorgente e dei bagni, ritenuti beni talmente preziosi da non poter essere lasciati in balìa delle minacce provenienti dai potenti dei dintorni. Non a caso la Repubblica di Siena faceva pagare una gabella sull'uso dei bagni Petriolo, caso quasi unico fra le varie terme libere italiane, a testimonianza del valore straordinario attribuito a queste acque medicamentose.
Nel Quattrocento il sito divenne meta di personaggi illustri: Petriolo fu meta di illustri personaggi che si curavano in queste acque: i Gonzaga, gli Este, i Malatesta e Papa Pio II che, come testimoniano le bolle inviate da Petriolo, vi soggiornò più volte tra il 1460 e il 1464. Proprio il pontefice Enea Silvio Piccolomini vi si recò per curare la gotta, la cosiddetta "podagra" che gli impediva di camminare senza dolore, come racconta la tradizione locale. Dopo il periodo di massimo splendore, il complesso conobbe un lento declino: subì la concorrenza di Bagno Vignoni e Bagni San Filippo, collocati sulla Via Francigena, e venne gradualmente abbandonato; intorno al 1550 i bagni risultano deserti e in rovina.
Cosa resta da vedere tra i ruderi
Oggi il sito conserva gran parte del suo impianto originario. Sul luogo resta gran parte della cinta muraria quadrangolare quattrocentesca, pressoché integra a parte alcuni tratti lungo la riva del Farma; la cinta ha forma trapezoidale, ha una porta d'accesso sul lato nord-est ed è fornita di torri angolari, due delle quali ora molto danneggiate. Del complesso termale antico resta inoltre un ambiente porticato: delle vere terme antiche, che erano costituite da quattro locali con volte a crociera, resta un solo ambiente che si apre all'esterno verso il fiume con arcate a tutto sesto poggianti su pilastri ottagonali sopra il quale si trova la chiesetta di Santa Maria, il cosiddetto Bagno Nobile di Petriolo.
Negli ultimi anni il sito è stato oggetto di un intervento di recupero: i lavori hanno coinvolto il recupero della Torre nord e l'intervento conservativo della porzione residua della Torre ovest, il restauro di Porta Siena, della cinta muraria del '400, della locanda, delle vasche termali e della chiesetta, grazie anche a indagini archeologiche che hanno fornito informazioni preziose sulla conformazione del sito, anche precedente all'erezione delle mura quattrocentesche.
Le vasche naturali: come organizzare la visita
Accanto alle rovine storiche, i Bagni di Petriolo sono oggi conosciuti soprattutto per le vasche naturali libere e gratuite, alimentate da acqua che sgorga direttamente dal sottosuolo a una temperatura di circa 43°C. Appena sotto il ponte stradale c'è l'accesso al sentiero che conduce fino alla riva del fiume, dove è possibile stendere un telo e scendere nelle piscine termali proprio al fianco del fiume. Trattandosi di uno spazio libero e pubblico, non sono presenti spogliatoi o bagni, per cui è consigliabile arrivare già preparati.
Per chi arriva dal versante grossetano, un'indicazione pratica arriva da un resoconto di viaggio: venendo da sud, sulla Grosseto-Siena si esce a Paganico e si prende la strada per il Monte Amiata; dopo un paio di chilometri, a sinistra, c'è l'indicazione per Petriolo. Non essendo collegato da mezzi pubblici diretti, è comunque preferibile raggiungere il sito in auto. Prima di organizzare la visita è consigliabile verificare eventuali limitazioni di accesso legate ai lavori di restauro ancora in corso, consultando le informazioni aggiornate diffuse dal Comune di Civitella Paganico e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.



