Omicidio Del Rio ad Arcidosso: Gjoni confessa in una lettera dal carcere
Klodjan Gjoni, condannato all'ergastolo per l'omicidio del corriere Nicolas Del Rio, ammette in una lettera il proprio ruolo e chiede scusa alla famiglia.

- Klodjan Gjoni ha scritto alla Corte di assise di Grosseto dal carcere di Viterbo ammettendo un ruolo nell'omicidio
- Il corpo di Nicolas Matias Del Rio fu trovato in un pozzo a Case Sallustri, Arcidosso, il 26 giugno 2024
- La difesa ha depositato una richiesta di giustizia riparativa, con decisione attesa entro fine mese
- Presentati i ricorsi in appello per Gjoni e Bozkurt, condannati all'ergastolo a marzo
Klodjan Gjoni, l'operaio albanese di 35 anni condannato all'ergastolo per l'omicidio del corriere argentino Nicolas Matias Del Rio, ha scritto una lettera dal carcere di Viterbo indirizzata alla Corte di assise di Grosseto, ammettendo il proprio coinvolgimento nella vicenda e dichiarandosi pentito.
Lo scorso marzo la Corte di assise di Grosseto, presieduta da Sergio Compagnucci, aveva condannato Gjoni e il cittadino turco Ozgur Bozkurt all'ergastolo con isolamento diurno, mentre un terzo imputato, il turco Emre Kaja, era stato condannato a 21 anni, due mesi e venti giorni per concorso anomalo. Secondo la corte di assise i tre furono responsabili dell'assalto finito con l'uccisione del corriere 40enne dopo averlo rapinato e sequestrato mentre stava curando la consegna di borse di Gucci, il cui cadavere fu ritrovato circa un mese dopo in un pozzo a Case Sallustri, località vicina ad Arcidosso.
Il contenuto della lettera
Nella missiva, riferisce la sua difensora, l'avvocata Federica Putignano, Gjoni ha ricostruito il momento in cui avrebbe messo le mani sulla bocca di Del Rio, tenuto nella soffitta della villetta, perché l'uomo si era liberato del sacchetto sulla testa e del nastro adesivo e stava gridando, sebbene ancora legato. Quella pressione, secondo il racconto, avrebbe stordito la vittima. Sarebbe stato poi Bozkurt a stringere un filo elettrico intorno al collo del corriere fino a provocarne la morte, la mattina del 24 maggio 2024, due giorni dopo la rapina. Gjoni sostiene di non avere avuto intenzione di uccidere e di essersi recato a Case Sallustri insieme a Bozkurt soltanto per valutare le condizioni del sequestrato e decidere dove trasferirlo.
Il risarcimento e la giustizia riparativa
Come gesto di pentimento, Gjoni ha consegnato alla vedova di Del Rio, Alejandra, diecimila euro, destinati anche al figlio della coppia, Gabriel. L'avvocata Putignano ha inoltre depositato una richiesta di accesso alla giustizia riparativa, percorso parallelo al procedimento penale che, se accolto, potrebbe incidere sui futuri benefici legati alla detenzione. Una decisione sull'istanza è attesa entro la fine del mese.
I ricorsi in appello
Sono già stati presentati i ricorsi alla Corte di assise di appello sia per Gjoni sia per Bozkurt, mentre quello relativo a Kaja verrà depositato nei prossimi giorni.



