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Grosseto, lite in un parco: vicini temono aggressione e chiamano il 112

Nella zona del Cottolengo a Grosseto, carabinieri e 118 intervengono per una segnalazione di aggressione a una donna incinta: la donna parla di un diverbio.

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Foto trolvag / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Intervento di carabinieri e 118 in un parchetto tra via Scansanese e via Pietri a Grosseto
  • La segnalazione al 112 parlava di un'aggressione a una donna incinta
  • La donna coinvolta ha negato l'aggressione, parlando di un acceso diverbio con un uomo
  • Le indagini sono ancora in corso

GROSSETO – Un acceso diverbio tra un uomo e una donna in un parco cittadino ha allarmato i residenti della zona, che hanno temuto un'aggressione e hanno chiamato il 112. È accaduto nella serata di venerdì 2 ottobre in un piccolo parco verde tra via Scansanese e via Pietri, nella zona del Cottolengo a Grosseto.

La segnalazione e l'intervento

Secondo quanto ricostruito, la chiamata alle forze dell'ordine riguardava la presunta aggressione a una donna incinta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme a un'ambulanza del 118, inviata in via precauzionale vista la natura della segnalazione.

La versione della donna

Una volta arrivati nel parchetto, i militari dell'Arma hanno raccolto la testimonianza della donna coinvolta, che ha negato di aver subito qualsiasi tipo di aggressione. La donna ha riferito agli operanti di aver avuto solo un acceso diverbio verbale con l'uomo, senza che si sia verificato alcun contatto fisico.

Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell'episodio e verificare la versione fornita sul posto.

Contesto

Episodi di liti in spazi pubblici che allarmano i residenti non sono infrequenti nelle zone urbane, dove la vicinanza delle abitazioni porta spesso i cittadini ad attivarsi tempestivamente contattando il numero unico per le emergenze, il 112, ogni volta che si sospetta una situazione di pericolo per l'incolumità delle persone coinvolte. In casi come questo, l'intervento combinato di forze dell'ordine e soccorso sanitario rappresenta la prassi standard quando la segnalazione iniziale fa riferimento a una possibile vittima in condizioni di vulnerabilità, come nel caso di una donna in stato di gravidanza.

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