Grosseto, il Savoia Cavalleria ricorda la carica di Isbuschenskij
Nella caserma Beraudo di Pralormo cerimonia per la carica del 24 agosto 1942, valsa la medaglia d'Oro al Valor Militare.

- Il reggimento è oggi l'unica unità di cavalleria paracadutista dell'Esercito Italiano
Il Reggimento "Savoia Cavalleria" ha celebrato nella caserma "Beraudo di Pralormo" di Grosseto l'anniversario della carica di Isbuschenskij, l'azione che il 24 agosto 1942 valse al reparto la medaglia d'Oro al Valor Militare. Alla cerimonia, che si è svolta alla presenza delle autorità locali, ha partecipato il generale Dario Paduano, comandante della Brigata paracadutisti "Folgore".
Durante l'episodio bellico, avvenuto nelle distese russe, i cavalieri del Savoia condussero una carica a cavallo armati di sciabole e bombe a mano contro reparti sovietici numericamente superiori, un'azione che è rimasta nella memoria storica dell'arma di cavalleria italiana.
Nel corso della cerimonia il comandante del reggimento, colonnello Giandomenico Di Spirito, ha ricordato l'episodio bellico definendo l'atto consumato in quella giornata come "l'apice di un percorso arduo fatto di sacrificio e coesione". Il colonnello ha sottolineato che "è nell'addestramento e nelle sfide affrontate e superate fianco a fianco prima di giungere tra i girasoli di Isbushenskji che risiede la natura del reparto, una sola schiera che attraversa la storia e giunge a noi, Cavalieri paracadutisti, come monito e incitamento per le moderne sfide".
Da reparto a cavallo a unità paracadutista
Il Reggimento, che ha sede a Grosseto, ha raccolto l'eredità degli eroi di Isbushenskji ed è entrato a far parte delle aviotruppe da 13 anni, rappresentando oggi l'unica unità di cavalleria paracadutista dell'Esercito Italiano. I tradizionali destrieri hanno quindi lasciato spazio ai lanci dal cielo e ai moderni mezzi di esplorazione, con cui i cavalieri paracadutisti operano oggi nei teatri operativi contemporanei.
Nel presentare l'evoluzione del reparto, i vertici militari hanno evidenziato come la trasformazione tecnologica abbia cambiato gli strumenti operativi ma non i valori fondanti del Savoia Cavalleria, reparto storico di stanza a Grosseto fin dal dopoguerra e tra i presidi militari più noti della città.




