Follonica, minacciò i carabinieri e lanciò una sedia in aula: condannata a 1 anno e 6 mesi
Il tribunale di Grosseto ha condannato a un anno e sei mesi la giovane che aveva minacciato i militari e appiccato fuoco davanti alla caserma.

- Il giudice Marco Bilisari ha condannato la 21enne a un anno e sei mesi di reclusione
- La giovane aveva minacciato i carabinieri e dato fuoco a dei fogli davanti alla caserma di Follonica
- Durante la direttissima aveva lanciato una sedia in aula gridando di voler tornare in carcere
- La perizia psichiatrica l'ha dichiarata capace di intendere e di volere
Il tribunale di Grosseto ha condannato a un anno e sei mesi di reclusione una 21enne che lo scorso settembre aveva minacciato i carabinieri e appiccato fuoco a dei fogli di carta davanti alla caserma di Follonica. La sentenza è stata pronunciata lunedì 5 ottobre dal giudice Marco Bilisari, al termine di un processo in cui alla giovane sono state riconosciute le attenuanti generiche.
I fatti contestati
La giovane aveva suonato al citofono della caserma dell'Arma, incendiato alcuni fogli e minacciato i militari presenti. Durante la direttissima che era seguita all'episodio, quando il giudice aveva disposto nei suoi confronti l'obbligo di dimora, la 21enne aveva reagito lanciando una sedia in aula e urlando di voler tornare in carcere. Di fronte a quella reazione, il giudice aveva aggravato la misura cautelare disponendo la detenzione in carcere.
La perizia psichiatrica
Nel corso del processo la giovane è stata sottoposta a una perizia psichiatrica, affidata alla dottoressa Federica Vanelli, che l'ha dichiarata capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Secondo quanto emerso durante l'udienza del 15 settembre, alla ragazza è stato diagnosticato un disturbo antisociale della personalità, che però non ne inficiava la piena consapevolezza delle proprie azioni. La perita ha spiegato che le persone con questo tipo di disturbo possono percepire il contesto carcerario, con le sue regole rigide e relazioni più semplici, come più rassicurante rispetto alla vita fuori.
La giovane aveva già un precedente: lo scorso febbraio era stata condannata a due anni e quattro mesi per otto roghi appiccati nella notte tra il 3 e il 4 luglio in diverse zone di Follonica, tra cassonetti, vegetazione e l'insegna di una tabaccheria. Anche in quel caso una perizia l'aveva dichiarata capace di intendere e di volere.
La richiesta dell'accusa e la difesa
Il vice procuratore onorario Alessandro Bonasera aveva chiesto una condanna a nove mesi di reclusione. L'avvocato della difesa, Domenico Fiorani, ha incentrato la propria arringa conclusiva sulla possibilità di recupero della giovane, sottolineandone la giovane età.
Secondo quanto riferito, l'atteggiamento della ragazza sarebbe cambiato nelle ultime settimane: sta seguendo un percorso psicologico e una terapia farmacologica e starebbe iniziando a valutare la possibilità di cambiare vita.




