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Caporalato, 90mila euro di sanzioni e due arresti: i primi risultati del protocollo

La Flai Cgil di Siena e Grosseto fa il bilancio dei primi controlli nati dal protocollo "Codice etico agricoltura": arresti, sospensioni e decine di migliaia di euro di sanzioni.

Grosseto, piazza del Sale dalle mura
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • Operazione "Border line": arrestati un imprenditore e la moglie per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

La Flai Cgil di Siena e Grosseto traccia un primo bilancio dei controlli avviati dopo la firma del protocollo "Codice etico agricoltura", siglato lo scorso luglio dai prefetti di Siena e Grosseto per contrastare lo sfruttamento in agricoltura. A commentare i dati sono i segretari Andrea Biagianti (Flai Cgil Siena) e Paolo Rossi (Flai Cgil Grosseto).

I controlli e le sanzioni

Secondo quanto riferito dal sindacato, ad agosto in Val di Merse i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro, coordinati dalla Procura, hanno scoperto un caso di caporalato che ha portato a indagare tre gestori di un'azienda agricola. Il gip ha disposto il controllo giudiziario: un amministratore giudiziario avrà il compito di ripristinare la legalità e di garantire la continuità d'impresa. Per la Flai Cgil si tratta di una delle prime volte in cui lo strumento dell'amministrazione giudiziaria viene utilizzato per un'azienda agricola.

A settembre, prosegue il sindacato, l'Ispettorato territoriale del lavoro di Grosseto, con quello di Siena, hanno trovato 13 lavoratori in nero su 17 posizioni verificate. Sono state sospese quattro attività e le sanzioni ammontano a circa 60mila euro. Nello stesso periodo, con l'operazione "Border line" condotta da Guardia di finanza e Carabinieri, sono finiti in carcere un imprenditore e la moglie, accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina pluriaggravato, con l'accusa di essersi fatti pagare fino a 10mila euro da lavoratori stranieri per impieghi rivelatisi fittizi.

Più di recente, nel Senese, i Carabinieri hanno effettuato controlli in nove aziende agricole tra Sinalunga, Montalcino, Sovicille, San Gimignano e Colle Val d'Elsa: in quattro sono state riscontrate irregolarità, con due attività sospese. Su 47 lavoratori controllati, sei risultavano in nero, per sanzioni pari a 34mila euro.

Gli obiettivi del protocollo

L'intesa tra le prefetture punta a rafforzare la legalità nella filiera agricola, con particolare attenzione al contrasto dell'intermediazione illecita di manodopera e alle cosiddette aziende senza terra. Il documento prevede due modelli di autodichiarazione, da sottoscrivere rispettivamente dal committente imprenditore agricolo e dal titolare dell'azienda senza terra, oltre all'istituzione di una "white list" per censire e verificare la regolarità di queste ultime.

Biagianti e Rossi auspicano che prefetti, associazioni datoriali e istituzioni promuovano la piena applicazione del protocollo, in particolare sui controlli degli appalti agricoli. I due segretari richiamano inoltre la proposta di legge della Regione Toscana sul contrasto allo sfruttamento in agricoltura, che renderebbe la Toscana la prima regione italiana dotata di un provvedimento di questo tipo.

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