Campagnatico, forza un posto di blocco: scoperto giro di cocaina, tre condanne
Da un posto di blocco forzato a Campagnatico nel gennaio 2025 l'indagine che ha portato al processo con rito abbreviato concluso al tribunale di Grosseto.

- Indagine partita da un posto di blocco forzato a Campagnatico a fine gennaio 2025
- Tre giovani di origine tunisina condannati con rito abbreviato
- Per gli spostamenti veniva usata un'auto ricevuta da un cliente in cambio di droga
- Condanne a un anno (pena sospesa) per due imputati e a otto mesi per il terzo
CAMPAGNATICO. Un'indagine partita da un posto di blocco forzato a fine gennaio 2025 ha portato alla luce un giro di spaccio di cocaina a Campagnatico, concluso ieri con tre condanne al termine del processo con rito abbreviato davanti al tribunale di Grosseto.
Tutto era cominciato quando uno dei tre imputati, un 25enne di origine tunisina, non si era fermato all'alt dei carabinieri durante un controllo a Campagnatico. Il giovane, invece di fermarsi, ha accelerato improvvisamente, rischiando di travolgere un militare. Da quell'episodio sono partiti gli accertamenti che hanno permesso ai carabinieri di ricostruire un'attività di spaccio di cocaina organizzata anche attraverso consegne ai clienti abituali.
Un'auto in cambio di droga
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, per gli spostamenti veniva utilizzata una Volkswagen Taigo che un cliente italiano aveva messo a disposizione in cambio di droga. Le cessioni, emerse dalle indagini, avvenivano con regolarità: tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figurano le vendite a una donna, che acquistava mezzo grammo di cocaina per 40 euro, due volte alla settimana. Un altro cliente avrebbe invece ricevuto quantitativi analoghi per un periodo compreso tra due e tre anni.
Il processo e le condanne
Gli imputati, due 25enni e un 29enne, erano accusati di spaccio di sostanze stupefacenti; al 25enne che aveva forzato il posto di blocco era contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari Marco Mezzaluna, su richiesta della sostituta procuratrice Valeria Lazzarini. Uno dei due 25enni era difeso dall'avvocato Thomas Vignoli, mentre gli altri due imputati erano assistiti dall'avvocato Giulio Parenti, che nel corso del procedimento ha contestato le prove relative all'attività di spaccio.
Al termine del processo, due dei tre imputati sono stati condannati a un anno di reclusione, con pena sospesa, mentre per il terzo è stata disposta una condanna a otto mesi.




