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Lo scorpione di Montecristo, una storia genetica lunga 26 milioni di anni

Uno studio internazionale svela la parentela tra lo scorpione endemico di Montecristo e una specie delle Baleari, con una storia evolutiva più antica dell'isola stessa.

Lo scorpione di Montecristo, una storia genetica lunga 26 milioni di anni
Foto Carsten Steger / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Lo scorpione Euscorpius oglasae è geneticamente imparentato con una specie delle Isole Baleari
  • I due lignaggi si sono separati circa 25,9 milioni di anni fa, quando Montecristo non esisteva ancora
  • L'isola è emersa solo tra 8,4 e 7,2 milioni di anni fa
  • Lo studio propone l'inserimento della specie nella Lista Rossa IUCN

Un piccolo scorpione che vive esclusivamente sull'isola di Montecristo, nell'Arcipelago Toscano, ha una storia evolutiva molto più antica del pezzo di terra che oggi lo ospita. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Biogeography, che ha ricostruito l'origine genetica di Euscorpius oglasae, come comunica il Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Una parentela a centinaia di chilometri di distanza

Le analisi genetiche hanno confermato che Euscorpius oglasae, lo scorpione di Montecristo, e la specie delle Baleari, E. balearicus, sono strettamente imparentate e indicano che i loro lignaggi si separarono circa 25,9 milioni di anni fa. Un dato che rende ancora più singolare la vicenda, perché Montecristo emerse soltanto tra 8,4 e 7,2 milioni di anni fa.

Secondo i ricercatori, la spiegazione va cercata nelle grandi trasformazioni geologiche del Mediterraneo occidentale: la frammentazione e lo spostamento delle antiche microplacche avrebbero separato popolazioni un tempo molto più vicine, mentre il lignaggio dello scorpione di Montecristo sarebbe sopravvissuto nelle terre emerse del Tirreno settentrionale. Solo con l'emersione dell'isola, e le successive estinzioni nelle aree circostanti, Montecristo sarebbe diventata l'ultimo rifugio di questa linea evolutiva antichissima.

Una collaborazione internazionale

Lo studio è frutto di una collaborazione tra Università di Lisbona, American Museum of Natural History di New York e Università di Torino. I ricercatori Javier Blasco-Aróstegui e Lorenzo Prendini hanno lavorato insieme all'aracnologo Marco Isaia, dell'Università di Torino, che ha coordinato le ricerche in Italia. Le attività sono state svolte nell'ambito della convenzione scientifica tra l'ateneo torinese e il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, con il supporto logistico del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità – Reparto Biodiversità di Follonica.

Il presidente del Parco, Matteo Arcenni, ha commentato: «Questi risultati scientifici straordinari dimostrano ancora una volta quanto le nostre isole siano scrigni inestimabili di biodiversità e veri e propri laboratori d'evoluzione a cielo aperto». L'Ente Parco ha inoltre espresso favore verso la proposta degli studiosi di inserire lo scorpione di Montecristo nella Lista Rossa IUCN, l'elenco internazionale delle specie a rischio di estinzione, sostenendo l'impegno nella ricerca scientifica e nella tutela attiva di questo patrimonio naturale.

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