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Tirrenica, Simiani: «Ministero annuncia un nuovo tavolo, quattro anni persi»

Il deputato Pd Marco Simiani critica il Ministero delle Infrastrutture dopo l'annuncio di un nuovo tavolo tecnico sul Corridoio Tirrenico.

Grosseto: Dal Comune
In breve
  • Il deputato Pd Marco Simiani è intervenuto a Montecitorio dopo la discussione della sua interrogazione sulla Tirrenica
  • Il Ministero delle Infrastrutture ha annunciato la necessità di un nuovo tavolo tecnico per decidere gli interventi
  • Simiani denuncia l'assenza di nuove risorse e di un cronoprogramma vincolante
  • Ad agosto Salvini aveva indicato l'obiettivo di aprire i cantieri entro il 2027

Il Corridoio Tirrenico torna al centro del confronto politico dopo la discussione, giovedì 1° ottobre a Montecitorio, di un'interrogazione presentata dal deputato del Partito Democratico Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.

Secondo quanto riferito dallo stesso parlamentare, il Ministero delle Infrastrutture avrebbe comunicato la necessità di un ulteriore tavolo tecnico per individuare gli interventi da realizzare sull'arteria. “Sulla Tirrenica sono stati buttati via quattro anni: lo conferma proprio il Ministero delle Infrastrutture che oggi ha avuto il coraggio di annunciare che serve un altro, ulteriore, tavolo tecnico per capire come intervenire”, ha dichiarato Simiani.

Il deputato grossetano ha ricordato le scadenze annunciate negli anni passati e non rispettate: “Dopo gli annunci sui cantieri entro il 2025 e, più recentemente, sull'apertura entro il 2027, siamo ancora alle valutazioni, all'aggiornamento delle progettazioni e alla definizione delle priorità”. Simiani ha poi collegato i ritardi infrastrutturali alle condizioni della viabilità esistente: sulla SS1 Aurelia continuano a esserci incroci a raso, accessi diretti e criticità che rendono urgente intervenire sulla sicurezza, mentre dal Ministero non arrivano né nuove risorse né un cronoprogramma vincolante, solo l'ennesimo rinvio.

Nel suo intervento il capogruppo Pd ha anche attaccato direttamente il Governo e il ministro delle Infrastrutture: “Il Governo Meloni ha avuto quattro anni per risolvere il passaggio tra Anas e SAT e per finanziare concretamente il completamento della Tirrenica, ma oggi ci dice che deve ancora individuare gli interventi più rapidamente cantierabili. Il Ministro Matteo Salvini ha quindi ripetuto per una Legislatura promesse che si sono rivelate una presa in giro solenne per territori, imprese e cittadini”. Simiani ha concluso definendo la Tirrenica “solo un bancomat da cui prelevare le risorse già stanziate dai governi precedenti per poi scappare con il malloppo”.

La vicenda si inserisce in un confronto politico che dura da mesi sul tema: lo scorso 14 agosto il ministro Salvini aveva indicato come obiettivo l'apertura dei cantieri entro il 2027, spiegando che era in corso la validazione dei progetti acquisiti da Sat, da concludere entro la fine dell'anno. Al momento non risulta una replica ufficiale del Ministero o di parlamentari di maggioranza alle dichiarazioni di Simiani.

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