Telemedicina in Toscana, la Regione approva le linee guida per i malati cronici
La giunta regionale ha approvato indirizzi omogenei per l'uso della telemedicina nella cura di diabete, cardiopatie, malattie respiratorie e oncologiche.

- Previsti anche consulti a distanza tra più specialisti per i pazienti con patologie multiple
La Regione Toscana ha approvato nuovi indirizzi per l'utilizzo della telemedicina nella cura dei pazienti cronici, con l'obiettivo di rendere questo strumento parte stabile e omogenea dell'organizzazione sanitaria su tutto il territorio regionale, provincia di Grosseto compresa. Ad annunciarlo è la giunta regionale, che ha messo a punto le nuove linee guida insieme alle aziende sanitarie, all'agenzia regionale per la sanità e ai professionisti coinvolti.
Gli ambiti prioritari individuati sono diabetologia, cardiologia, pneumologia, neurologia e oncologia. Le visite di controllo si potranno infatti fare direttamente dal proprio domicilio o dal presidio sanitario più vicino, senza la necessaria presenza del medico, evitando ai pazienti cronici spostamenti verso strutture lontane da casa.
Le parole dell'assessore
"Non vogliamo sostituire il rapporto diretto tra professionista e paziente. L'obiettivo semmai è quello di rendere le cure più accessibili, coordinate e vicino alle persone", ha dichiarato l'assessore alla sanità della Toscana, Monia Monni, secondo quanto riportato nel comunicato regionale. "La telemedicina deve progressivamente diventare una componente ordinaria dell'organizzazione sanitaria e non un servizio separato. Lo facciamo con modalità omogenee per tutta la Toscana", ha aggiunto Monni.
Quando si potrà usare la televisita
La televisita potrà essere impiegata per il controllo del diabete, dello scompenso cardiaco stabilizzato, delle patologie respiratorie, del Parkinson e delle demenze con il supporto di chi, a casa, si prende cura di queste persone, ma anche per alcuni follow-up oncologici. Il ricorso a questo strumento è previsto anche dopo una dimissione ospedaliera, per la restituzione degli esami e per il rinnovo o la modifica dei piani terapeutici, con un'estensione progressiva a Rsa e penitenziari, dove sono già in corso sperimentazioni.
Resta comunque il medico a valutare l'opportunità della visita a distanza: il requisito fondamentale è che non sia necessario un esame obiettivo diretto o un accertamento diagnostico possibile solo in presenza. Ogni televisita si concluderà con un referto firmato digitalmente e inserito nel fascicolo sanitario elettronico, consultabile dal medico di famiglia.
Le nuove indicazioni prevedono inoltre la possibilità di consulti a distanza tra più specialisti, anche di aziende sanitarie diverse, per i pazienti che presentano più patologie contemporaneamente. Il medico di famiglia potrà così richiedere il parere simultaneo di uno o più specialisti per impostare o modificare una terapia, riducendo il numero di visite necessarie per il paziente. La piattaforma informatica dedicata a visite e consulti da remoto è attiva dal luglio 2025.

