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Patto per la salute, Cgil: «Bene le proposte dei sindaci ma servono risorse»

Cgil, Fp e Spi di Grosseto giudicano positivo il Patto per la salute della Maremma ma avvertono: senza fondi dal Governo resterà sulla carta.

Grosseto, la sala del consiglio comunale
Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Cgil, Fp e Spi condividono le proposte del documento approvato all'unanimità dai sindaci della provincia
  • I sindacati denunciano l'esclusione delle parti sociali dal tavolo di confronto
  • Allarme sul Fondo sanitario nazionale, in calo al 5,9% del Pil nel 2028
  • Critiche alla proposta di abolire il bollo auto a scapito dei bilanci regionali

GROSSETO – La Cgil di Grosseto, insieme alle categorie Fp e Spi, interviene sul Patto per la salute della Maremma, il documento approvato all'unanimità dai sindaci della provincia nei giorni scorsi al termine della riunione congiunta delle Conferenze delle due zone-distretto. Monica Pagni, segretaria generale Cgil Grosseto, Roberto Carletti, segretario Fp Cgil Grosseto, ed Erio Giovannelli, segretario Spi Cgil Grosseto, dichiarano che il documento dei sindaci va nella stessa direzione delle proposte già avanzate dal sindacato, ma avvertono che senza risorse e personale il rischio è che tutto resti sulla carta.

Il Patto, nato dal confronto tra Comuni, Regione Toscana e Azienda Usl Toscana Sud Est, era stato presentato come una risposta unitaria alla riorganizzazione della rete chirurgica prevista dalla delibera del direttore generale dell'Usl n. 901 del 28 agosto 2026, di cui i sindaci avevano chiesto la sospensione in attesa di un confronto più ampio su personale, investimenti e funzioni dei presidi ospedalieri.

Per i tre segretari, però, «nessuna proposta, per quanto condivisibile, può reggere senza investimenti e risorse adeguate a livello governativo», perché case e ospedali di comunità rischiano di non decollare senza un adeguato Fondo sanitario nazionale. I sindacati collegano la questione alle previsioni sul finanziamento pubblico della sanità: secondo i dati della Fondazione Gimbe sulla manovra, il Fondo sanitario nazionale, pur salendo in valore assoluto fino a 145 miliardi di euro nel 2028, scenderà sotto la soglia del 6% del Pil, fino al 5,9% nel 2028.

Critica anche la posizione sull'ipotesi di abolizione del bollo auto, che per Cgil, Fp e Spi penalizzerebbe le casse regionali, già sotto pressione per il finanziamento della sanità pubblica.

Il secondo punto sollevato dal sindacato riguarda il metodo: nel documento dei sindaci non ci sarebbe alcun riferimento al ruolo delle parti sociali, cioè ai rappresentanti di chi lavora e di chi usufruisce dei servizi sanitari. I tre segretari ricordano che altre sigle sindacali avrebbero lamentato la stessa esclusione dall'incontro tra sindaci e Regione, mentre un confronto precedente con l'assessora regionale alla Sanità Monia Monni, insieme a Cisl e Uil, avrebbe portato a un riconoscimento del ruolo dei sindacati nel merito.

Cgil, Fp e Spi si dicono comunque disponibili a un confronto con istituzioni, Azienda sanitaria, lavoratori e cittadini sul futuro della rete sanitaria provinciale.

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