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Legge elettorale, il Pd di Grosseto: "Ottant'anni dopo, donne in fondo alla lista"

Maria Claudia Rampiconi (Pd Grosseto) critica la nuova legge elettorale approvata l'8 ottobre: sparita la quota 60-40 nei capilista.

Grosseto, la sala del consiglio comunale
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • La Camera ha approvato l'8 ottobre la nuova legge elettorale
  • Il Pd grossetano denuncia l'abolizione dell'equilibrio 60-40 tra uomini e donne nei capilista previsto dal Rosatellum
  • Citati dati su Global Gender Gap Report 2026 e imprenditoria femminile in Maremma
  • Il riferimento all'articolo 51 della Costituzione sulle pari opportunità

Grosseto. A ottant'anni dal primo voto delle donne in Italia, il Partito democratico di Grosseto critica la nuova legge elettorale approvata dalla Camera l'8 ottobre, sostenendo che presenti il rischio concreto di ridurre la presenza femminile in Parlamento. A intervenire è Maria Claudia Rampiconi, responsabile delle politiche di genere e delle pari opportunità della segreteria del Pd di Grosseto, in un comunicato.

Secondo Rampiconi, il problema riguarda la scelta dei capilista: in ogni collegio il primo nome della lista lo scelgono i partiti e chi vota non ha alcun potere su questa scelta, e quel nome è il primo a essere eletto. La responsabile Pd ricorda che il Rosatellum chiedeva un equilibrio tra uomini e donne in quei posti, il 60-40, mentre la nuova legge non lo chiede più, con il rischio che i partiti collochino gli uomini in prima posizione e le donne in posizioni meno favorevoli all'elezione.

Per Rampiconi non si tratta solo di una questione numerica, ma di un messaggio culturale che il partito intende contrastare, in quanto gli stereotipi di genere sono terreno su cui cresce anche la violenza contro le donne. Nel comunicato si sottolinea inoltre come la presenza femminile ridotta nelle istituzioni rischi di lasciare in secondo piano temi come asili nido, scuola, congedi parentali e assistenza a persone anziane e con disabilità.

Sul fronte dei dati, Rampiconi cita il Global Gender Gap Report 2026, che posiziona l'Italia all'83° posto su 145 Paesi e al 121° per partecipazione e opportunità economiche, quattro posizioni in meno rispetto all'anno precedente. Vengono richiamati anche gli avvertimenti della Banca d'Italia su una possibile riduzione del Pil potenziale senza una maggiore occupazione femminile e giovanile.

Per quanto riguarda la provincia di Grosseto, il comunicato riporta dati su Confartigianato e Camera di commercio: la Maremma è settima in Italia per peso dell'occupazione femminile indipendente, nel 2024 era diciassettesima, e conta 26 imprese femminili ogni 100 contro una media nazionale di 24. Viene segnalato anche che nel 2025 le imprese femminili grossetane sono 7.814, in calo dello 0,3%.

Il comunicato si chiude con un richiamo alla Costituzione: secondo Rampiconi la questione non riguarda le quote rosa ma l'articolo 51, che impegna la Repubblica a promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive.

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