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Sentiero verso la vetta del Monte Amiata da Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora: guida al trekking

I percorsi principali per salire a piedi sulla vetta del Monte Amiata (1.738 m) dai versanti di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora, con tempi e difficoltà.

Sentiero verso la vetta del Monte Amiata da Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora: guida al trekking
Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Il percorso classico parte dal Prato delle Macinaie (Castel del Piano/Arcidosso): anello di circa 7 km, dislivello 370 m, 2 ore e mezza
  • Dalla località Pianello, raggiungibile in auto, un sentiero più breve porta alla croce di vetta in circa 1 ora e mezza andata e ritorno
  • Dal versante di Santa Fiora, passando anche per la frazione di Marroneto, i percorsi sono più lunghi e impegnativi
  • La croce monumentale in ferro battuto, alta 22 metri, fu voluta da Papa Leone XIII per l'Anno Santo 1900

Chi vuole raggiungere a piedi la vetta del Monte Amiata (1.738 metri), il punto più alto della provincia di Grosseto, può scegliere tra diversi itinerari che partono dai versanti di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora. I percorsi variano per lunghezza e difficoltà, dal più semplice passeggio su asfalto fino agli anelli escursionistici tra faggete e piste da sci.

Il percorso classico da Prato delle Macinaie

L'itinerario più conosciuto parte dal Prato delle Macinaie, a 1.385 metri di quota, dove è disponibile un parcheggio. Secondo la descrizione pubblicata dal sito Terre di Toscana, il percorso è un percorso circolare di circa 7 km, con una durata di circa 2 ore e 1/2 di tempo di percorrenza netto, senza pausa. Il dislivello complessivo è di 370 m circa e il grado di difficoltà è medio-difficile, con la salita di circa 60 minuti sulle piste da sci che richiede buone scarpe e un bastone da trekking. Il tracciato attraversa sentieri di bosco, prati di montagna, salite e discese su terreno sassoso e piste da sci erbose. Lungo il percorso si trovano anche punti di ristoro, tra cui gli alberghi-ristorante citati dalle guide locali al Prato delle Macinaie e al rifugio Generale Cantore. Negli ultimi 15 minuti di cammino, su un sentiero lastricato, si raggiunge la croce d'acciaio (1738 m). Il percorso è segnalato anche dal CAI con il sentiero 650, come riportano diverse tracce pubblicate su Wikiloc.

La via più breve da Pianello

Per chi preferisce un'escursione più corta, è possibile arrivare in auto fino alla località Pianello, a circa 1.600 metri di quota, da dove parte un sentiero ripido ma breve che porta direttamente alla cima. Secondo una descrizione pubblicata online, il tempo totale per l'andata e ritorno, comprese soste e visite, è di 1,30 ore - ascesa 220 m - Km 3,2, lungo un viale alberato che d'inverno diventa pista da sci. Chi vuole allungare la gita può proseguire sul sentiero della Scalettaia, noto anche come Via Crucis, che percorre un dislivello di 160 m passando in una fitta faggeta cosparsa di enormi massi, con stazioni rappresentate da una croce scolpita sulla roccia.

Dal versante di Santa Fiora e Marroneto

Più impegnativi i percorsi che partono dal versante di Santa Fiora, il cui territorio comunale comprende anche la frazione di Marroneto. Una delle tracce disponibili online indica un percorso da Santa Fiora alla vetta di 18,16 km, 3h 37m, con un'ascesa totale di 1.273 m. Tra i sentieri segnalati nella zona figura anche il tratto "Le Vie dell'Acqua", che collega la sorgente di Santa Fiora al deposito di Marroneto.

La croce di vetta

Sulla sommità del monte si trova la croce monumentale, una scultura in ferro battuto costruita per ricordare lo scorrere del tempo: alta 22 m, l'opera fu costruita per volere di Papa Leone XIII allo scadere del XIX secolo. La croce attuale non è quella originaria: quella del 1900 cadde sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ma fu ricostruita.

Informazioni pratiche

Prima di partire è consigliabile verificare condizioni meteo, segnaletica e orari di apertura dei punti di ristoro direttamente sui siti dei Comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora o della sezione CAI dell'Amiata, che aggiornano periodicamente mappe e stato dei sentieri. Per i tratti meno segnalati è utile portare con sé una traccia GPS.

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