Porto Santo Stefano, un pescatore denuncia sui social la crisi della marineria
Un video pubblicato su Instagram racconta le difficoltà del settore ittico locale tra caro gasolio, controlli e fermo biologico.

- Il tema del caro carburante per la pesca è al centro anche di iniziative politiche nazionali
Un video pubblicato sulla pagina Instagram "Pescatori a Tavola" ha riacceso i riflettori sulle difficoltà della marineria di Porto Santo Stefano. Nel filmato, girato sulla banchina del porto tra imbarcazioni e attrezzature da lavoro, un pescatore della flotta locale denuncia una situazione che definisce insostenibile per la categoria.
Lo sfogo del pescatore
Nel video l'uomo racconta le difficoltà quotidiane legate ai costi di gestione dell'attività, a partire dal prezzo del gasolio. «Già con questo caro del gasolio, quello che si dovrebbe guadagnare e che dovrebbe rimanere a noi se ne va per quello», racconta nel filmato. «Si sta lavorando solamente come tanti somarelli». Il pescatore lamenta inoltre il peso dei controlli e degli adempimenti a cui è sottoposta la categoria, oltre agli effetti del fermo biologico sui bilanci delle imprese.
Il messaggio, diventato virale in poche ore, ha raccolto migliaia di interazioni e centinaia di commenti, molti dei quali di vicinanza verso i pescatori e di preoccupazione per il futuro di un mestiere legato alla storia di Porto Santo Stefano.
Il contesto del settore
La flotta peschereccia di Porto Santo Stefano è ancora oggi la più numerosa della provincia di Grosseto e le barche esercitano soprattutto lo strascico costiero, secondo quanto riportato dagli osservatori del settore ittico. Il tema del caro gasolio non riguarda solo l'Argentario: nelle scorse settimane il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani, ha incontrato le associazioni dei pescatori nei porti di Porto Santo Stefano e Porto Ercole per discutere delle difficoltà del comparto, in un quadro che a livello nazionale ha portato anche all'attivazione di crediti d'imposta sul carburante per le imprese ittiche.
Nel video diffuso sui social, il pescatore collega la crisi anche al rischio di una crescente dipendenza dal pescato importato dall'estero, qualora le imprese locali non riuscissero più a reggere i costi, e alla progressiva riduzione della flotta legata agli incentivi alla rottamazione delle imbarcazioni.


