L'azienda biodinamica Sequerciani di Tatti presentata a Torino al Salone del Gusto
Venerdì 25 settembre a Torino la Condotta Slow Food Monteregio e l'azienda di Tatti raccontano un modello di agricoltura per le zone interne della Maremma.

- Incontro venerdì 25 settembre alle 15 nel padiglione Slow Food Toscana a Terra Madre Salone del Gusto di Torino
- Protagonista l'azienda biodinamica Sequerciani di Tatti, frazione di Massa Marittima, insieme alla Condotta Slow Food Monteregio
- Al centro il racconto di un modello che unisce agricoltura, ambiente, ospitalità e arte, con il cece rugoso della Maremma come simbolo
- Il Salone del Gusto 2026 si svolge nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre per il quarantesimo anniversario di Slow Food Italia
A Torino, venerdì 25 settembre alle 15, nell'area meeting del padiglione Slow Food Toscana, la Condotta Slow Food Monteregio e l'azienda biodinamica Sequerciani di Tatti, frazione di Massa Marittima, presentano il proprio modello di sviluppo per l'agricoltura delle zone interne della Maremma. L'incontro si intitola "Cosa accomuna un ristorante, un artista e un cece rugoso della Maremma?" e rientra nel programma di Terra Madre Salone del Gusto 2026.
La manifestazione torinese, giunta alla sedicesima edizione, si svolge dal 24 al 27 settembre nel centro storico della città, tra piazza San Carlo, via Roma e le altre piazze coinvolte, ed è organizzata da Slow Food insieme a Città di Torino e Regione Piemonte in occasione dei quarant'anni di Slow Food Italia.
Il modello Sequerciani
Secondo quanto illustrato dagli organizzatori dell'incontro, la presentazione parte dal racconto dell'azienda di Tatti come esempio di ecosistema in cui attività agricola, ambiente, cibo, ospitalità, arte e comunità fanno parte di uno stesso territorio. Il percorso descritto parte dalla terra e dalla biodiversità, passa per proposte agronomiche ritenute commercialmente interessanti e arriva a interrogarsi su cosa significhi prendersi cura di un territorio.
Nella presentazione si sottolinea come l'agricoltura del ventunesimo secolo debba coniugare cura del suolo, tecnologie moderne e strategie di comunicazione e marketing. In questa lettura il cece rugoso della Maremma viene indicato come simbolo di un ritorno alle tradizioni agricole locali, reinterpretato con strumenti e tecniche attuali come possibile via di sviluppo per l'agricoltura del territorio.
Durante l'incontro Sequerciani racconterà le azioni intraprese in questa direzione, dall'approccio biodinamico all'adozione di tecniche moderne di lavorazione e analisi dei dati, fino alle opportunità produttive ed economiche messe a disposizione dalla Regione Toscana. Tra i prodotti che saranno presentati a Torino c'è appunto il cece rugoso della Maremma.
L'azienda Sequerciani, situata nell'alta Maremma nei pressi di Tatti, è nata all'inizio degli anni Novanta e opera oggi su una tenuta coltivata secondo i principi dell'agricoltura biodinamica, con produzioni che comprendono vino, olio, pasta e farine da grani antichi e miele, oltre ad attività di ospitalità e ristorazione legate al territorio.


