West Nile e Dengue, l'infettivologo: «Prevenzione e diagnosi rapida essenziali»
Dopo i casi registrati nel Grossetano, il primario di Malattie infettive di Livorno spiega come riconoscere i sintomi e ridurre i rischi di contagio.

- Tre le priorità indicate: disinfestazioni preventive, responsabilizzazione dei cittadini, diagnosi rapida da parte dei medici
Dopo i casi di virus West Nile registrati negli ultimi mesi nel Grossetano, che hanno riguardato anche pazienti ricoverati all'ospedale Misericordia di Grosseto, torna l'attenzione sulle misure di prevenzione contro le malattie trasmesse da zanzare. A fare chiarezza è Spartaco Sani, primario del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale di Livorno, intervistato sul tema insieme alla Dengue, di cui in Toscana si è registrato un cluster a Piombino, ormai chiuso.
Come si diffondono i due virus
Secondo Sani, alcuni pazienti sono stati ricoverati nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale Misericordia dopo aver contratto il virus West Nile nella zona di Marina di Grosseto. Il medico spiega che la West Nile, a differenza della Dengue, non viene trasmessa dalla zanzara tigre ma da quella comune, e che il serbatoio del virus sono gli uccelli migratori: le zanzare pungono i volatili infetti e possono poi trasmettere l'infezione all'uomo o ad altri animali come il cavallo.
Circa l'80% dei casi umani risulta del tutto asintomatico, mentre un 20% sviluppa una sindrome febbrile simile all'influenza. In un caso su 150, però, possono comparire complicanze neurologiche gravi come meningiti o encefaliti, con rischi maggiori per le persone anziane o debilitate. Per queste forme severe, sottolinea l'infettivologo, non esistono terapie antivirali specifiche ma solo cure di supporto.
Le tre regole per la prevenzione
Sani indica tre priorità per contenere la diffusione del virus: disinfestazioni preventive pianificate dalle istituzioni prima dell'estate, in particolare nelle aree rurali e vicino a zone umide; la responsabilizzazione dei cittadini, che dovrebbero usare repellenti ed eliminare i ristagni d'acqua da giardini e balconi; e la consapevolezza dei medici di famiglia e di pronto soccorso, chiamati a sospettare la patologia di fronte a febbre alta, eruzione cutanea e dolori articolari nei mesi estivi.
Il medico ricorda infine che il cambiamento climatico, allungando la stagione di proliferazione delle zanzare da marzo a ottobre inoltrato, rende la circolazione del virus una costante ormai stabile in Toscana e nel resto del Centro Italia.


