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Monte Argentario, via libera alla demolizione dell'ex colonia della Soda

Conclusa la conferenza dei servizi sul progetto: al posto della vecchia struttura sorgeranno circa venti appartamenti, con messa in sicurezza del Fosso dei Pozzoni.

Monte Argentario, via libera alla demolizione dell'ex colonia della Soda
Immagine generata con IA
In breve
  • Via libera a permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica e nulla osta idrogeologico
  • Demolizione totale dell'edificio in disuso e ricostruzione arretrata, senza aumento di volume
  • Circa 20 appartamenti con posti auto e cantine interrate
  • A carico dei proprietari anche la messa in sicurezza idraulica del Fosso dei Pozzoni

Il Comune di Monte Argentario ha concluso positivamente la conferenza dei servizi sul progetto di riqualificazione dell'ex colonia marittima della Soda, aprendo la strada alla demolizione della struttura ormai da anni in disuso e alla costruzione di un nuovo edificio residenziale. Lo rende noto una determinazione comunale datata 29 settembre, che comprende permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica e nulla osta per il vincolo idrogeologico.

Il progetto

L'intervento, presentato dalla società Memi srl, prevede la demolizione totale del fabbricato situato in località La Soda e la sua ricostruzione senza incremento di volume, ma con una sagoma diversa e un arretramento rispetto alla posizione attuale. Il nuovo edificio ospiterà circa venti appartamenti, dotati di posti auto e cantine interrate. L'arretramento della costruzione è legato anche al tracciato della pista ciclabile che costeggia la proprietà, oggetto di un accordo per la cessione del terreno necessario.

Un capitolo a parte riguarda la sistemazione del Fosso dei Pozzoni, chiamato negli atti anche Fosso della Fonda Lunga: il progetto prevede opere di messa in sicurezza idraulica a carico dei proprietari, con l'obiettivo di ridurre i problemi legati alle piogge e al trascinamento di detriti sulla strada.

Le prescrizioni

Il via libera arriva al termine di un percorso avviato nel novembre 2023 e passato attraverso quattro diverse soluzioni progettuali. Restano comunque alcune condizioni da rispettare: prima dell'avvio dei lavori dovrà essere presentata una specifica istanza per l'autorizzazione idraulica e la concessione demaniale relative alle opere che interferiscono con il corso d'acqua. Alberi, siepi e recinzioni dovranno mantenere una distanza minima di quattro metri dal ciglio del fosso. La Soprintendenza ha inoltre richiesto sorveglianza archeologica durante i lavori, vetri dei balconi e pannelli fotovoltaici antiriflesso, oltre a campionature sul posto per i materiali delle pavimentazioni esterne.

Il contributo per costo di costruzione e oneri di urbanizzazione indicato nell'atto ammonta a circa 466mila euro. Il provvedimento fissa l'inizio dei lavori entro un anno dalla sua emissione.

La zona della Soda, che prende il nome da una fabbrica di soda artificiale attiva dalla fine dell'Ottocento e oggi scomparsa, è stata negli ultimi anni al centro di segnalazioni sullo stato di abbandono della struttura e dell'area circostante, comprese le spiagge adiacenti.

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