Grosseto, truffa dei finti poliziotti: coppia di anziani derubata dei gioielli in casa
A Grosseto una coppia di anziani è stata raggirata da una banda di finti agenti che, con una messinscena telefonica, si è fatta consegnare tutti i gioielli di famiglia.

- Il marito, 79 anni, contattato da un finto agente con la scusa di una rapina a Empoli
- La linea telefonica fissa è stata manipolata per far apparire autentica la verifica al 113
- L'uomo è stato allontanato da casa con la scusa di recarsi all'Aci
- Una donna si è presentata in casa e si è fatta consegnare tutti i gioielli di famiglia
- Il fatto è stato denunciato ai carabinieri, le vittime hanno chiesto l'anonimato
Una coppia di anziani è stata derubata di tutti i propri gioielli a Grosseto da una banda di truffatori che si è finta appartenente alle forze dell'ordine. L'episodio, reso noto in questi giorni, risale a qualche giorno fa ed è stato regolarmente denunciato ai carabinieri.
Come è scattata la truffa
Tutto è partito da una telefonata sul numero fisso di casa. Un finto agente della Questura ha contattato il marito, 79 anni, sostenendo che la sua auto fosse stata utilizzata per una rapina a mano armata ai danni di una gioielleria di Empoli. Di fronte ai dubbi dell'uomo, i truffatori lo hanno invitato a verificare la notizia chiamando il numero 113. In realtà la linea telefonica era già stata manomessa: componendo il numero, l'anziano si è ritrovato collegato a un falso centralino che lo ha rimesso in contatto con il complice, facendogli credere di aver parlato davvero con la polizia.
L'uomo allontanato, la moglie raggirata in casa
A quel punto la banda ha messo in atto la seconda fase del piano: al marito è stato ordinato di recarsi con urgenza alla sede dell'Aci per ritirare una presunta documentazione sulla clonazione dell'auto, tenendolo al telefono per tutto il tragitto in modo da impedirgli di avvertire la moglie. Sapendo della presenza di armi nell'abitazione, i truffatori hanno anche chiesto di lasciare aperta la cassaforte per eventuali controlli. Nel frattempo una donna si è presentata a casa fingendosi agente, con il pretesto di dover esaminare i gioielli per escludere che facessero parte della refurtiva della presunta rapina di Empoli. La moglie le ha consegnato tutti i preziosi di famiglia, suoi e della madre, prima che la finta poliziotta sparisse.
L'appello alla prevenzione
Le vittime hanno chiesto l'anonimato ma hanno voluto rendere pubblica la vicenda per mettere in guardia altre famiglie. I carabinieri ricordano da tempo, anche in occasione di episodi simili avvenuti in altre province, che nessun appartenente alle forze dell'ordine chiede denaro o preziosi per assistere un cittadino e che in caso di telefonate sospette la raccomandazione è di interrompere subito la conversazione e chiamare direttamente il 112. Chi riceve richieste di questo tipo, anche se apparentemente confermate da una successiva verifica telefonica, dovrebbe sempre contattare di persona la caserma più vicina prima di consegnare denaro o oggetti di valore.




