Grosseto, bottiglie trasformate in pipe e una siringa vicino alla prefettura
In un parcheggio nel centro di Grosseto, a pochi passi dalla prefettura, trovate bottigliette modificate per fumare crack, una siringa e rifiuti.

- Ritrovate bottigliette annerite trasformate in pipe artigianali, una siringa e involucri in un parcheggio del centro di Grosseto, vicino alla prefettura
- Le cosiddette "bottle pipe" sono diverse dai bong e vengono utilizzate per fumare crack, eroina o oppioidi
- Le bruciature sull'imboccatura delle bottiglie indicano l'uso di carta stagnola riscaldata, tipico del consumo di queste sostanze
Bottigliette d'acqua modificate per essere usate come pipe artigianali, una siringa, involucri e rifiuti vari. È quanto si trova in un parcheggio a pochi passi dalla prefettura di Grosseto, nel centro della città.
Le bottigliette presentano bruciature nella zona dell'imboccatura, segno che qualcuno ha scaldato della carta stagnola posizionata lì, come avviene solitamente con le cosiddette "bottle pipe". Tra i rifiuti rinvenuti anche un involucro con tracce marroni, che lascia pochi dubbi sul contenuto, anche se solo un'analisi di laboratorio potrebbe stabilire con certezza quali sostanze fossero coinvolte: tra quelle che possono essere fumate con questo metodo figurano crack, eroina, hashish e cocaina.
La differenza tra bong e "bottle pipe"
Le bottiglie trasformate in bong, utilizzate per il consumo di cannabis, hanno una struttura diversa rispetto a quella individuata nel parcheggio del centro. Il bong è infatti una pipa ad acqua, in cui il fumo passa sotto il livello del liquido prima di essere aspirato, in modo da essere raffreddato.
Le "bottle pipe", invece, funzionano diversamente: una parte della bottiglia viene utilizzata come camera per raccogliere il fumo prodotto dal riscaldamento della sostanza, che viene poi aspirato attraverso un'altra apertura. In alcune configurazioni è documentato anche l'utilizzo del corpo di una siringa priva di ago come bocchino. Questo tipo di pipa artigianale può essere impiegato anche per il consumo di oppioidi.
Il ritrovamento, al di là delle sostanze effettivamente utilizzate, testimonia una situazione di degrado in un'area che si trova a pochi passi dal cuore istituzionale della città, dove ha sede la prefettura di Grosseto.













