Bottiglia di Brunello da 1.500 euro non pagata: ristoratori denunciano i clienti
A giugno, in una trattoria di Roselle, alcuni clienti si rifiutarono di pagare un Brunello di Montalcino riserva. Intervennero i carabinieri.

- Nel settore segnalato anche il fenomeno del "no show", prenotazioni non rispettate che danneggiano i locali
Una bottiglia di Brunello di Montalcino riserva da 1.500 euro ordinata, in parte bevuta e mai pagata. È l'episodio raccontato da Piercarlo Di Meo, che insieme alla compagna Valentina Riga ha gestito per cinque anni una trattoria a Roselle, sulla strada Casette di Mota, prima di trasferirsi a Grosseto per aprire il ristorante "Fieno e forchette" all'interno dell'agriturismo Razza del Casalone.
«Come quella volta – ricorda Piercarlo Di Meo – in cui alcuni clienti hanno ordinato una bottiglia di Brunello di Montalcino riserva da 1.500 euro, ne hanno bevuta una parte e al momento del conto hanno sostenuto che non fosse di loro gradimento e non hanno voluto pagarla». Di fronte al rifiuto, i titolari hanno deciso di non lasciar correre: «Chiaramente era impossibile, tanto che abbiamo chiamato i carabinieri e ho denunciato i clienti tramite la mia avvocata», racconta il ristoratore. L'episodio risale a giugno.
Il fenomeno del "no show"
Non si tratta di un caso isolato nel racconto dei due imprenditori, che indicano nelle contestazioni pretestuose e nelle prenotazioni non rispettate due delle criticità più diffuse nel settore della ristorazione. Valentina Riga spiega che il fenomeno delle prenotazioni fantasma, il cosiddetto "no show", capita ogni settimana: clienti che prenotano tavoli anche per diverse persone e poi non si presentano, con un doppio danno per i gestori, che non solo perdono l'incasso ma vedono sottratta la disponibilità ad altri potenziali avventori.
Il ristorante "Fieno e forchette", nato al posto del precedente locale conosciuto come Blackwood, si trova all'interno dell'agriturismo Razza del Casalone, struttura ricettiva con piscina e ristorazione situata in via Andrea del Sarto a Grosseto, a pochi minuti dal centro storico. È qui che la coppia ha scelto di continuare la propria attività dopo l'esperienza di Roselle, portando con sé anche il ricordo delle difficoltà quotidiane che chi lavora nella ristorazione si trova ad affrontare, dai conti contestati alle fughe senza pagare, fino alle prenotazioni disattese.




