Braccagni, assemblea pubblica su undici progetti fotovoltaici alle porte di Grosseto
La Pro Loco Braccagni-Montepescali ha organizzato un confronto pubblico su undici impianti fotovoltaici e agrivoltaici per 432 MW tra Grosseto, Braccagni, Sticciano e Gavorrano.

- Undici progetti tra fotovoltaico e agrivoltaico tra Grosseto, Braccagni, Sticciano e Gavorrano, per una potenza complessiva di circa 432 MW
- Previsti anche impianti di accumulo Bess e un grande progetto eolico tra Grosseto e Castiglione della Pescaia
- Posizioni critiche da Italia Nostra Toscana e dal comitato Le Sentinelle, favorevole invece l'intervento di un produttore di biogas
- Discussa anche l'ipotesi del nucleare come alternativa a basso consumo di suolo
BRACCAGNI – Undici progetti tra fotovoltaico e agrivoltaico concentrati in un'area relativamente circoscritta della Maremma, tra Grosseto, Braccagni, Sticciano e Gavorrano, a cui si aggiungono impianti di accumulo energetico Bess e un grande progetto eolico tra Grosseto e Castiglione della Pescaia: è questo lo scenario emerso giovedì 9 ottobre durante un'assemblea pubblica organizzata dalla Pro Loco Braccagni–Montepescali per discutere con i cittadini del futuro energetico del territorio.
Secondo i dati presentati nel corso dell'incontro, la potenza complessiva degli impianti raggiunge circa 432 MW, un dato che ha alimentato interrogativi sul consumo di suolo agricolo, sulla trasformazione del paesaggio e sulle ricadute economiche per la popolazione locale.
Tra i relatori, Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana, ha sottolineato il valore economico del paesaggio, definendolo «una risorsa economica fondamentale, soprattutto in una regione come la Toscana e in un territorio come la Maremma». Pratesi ha inoltre messo in discussione la definizione del fotovoltaico come energia "pulita" in senso assoluto, ricordando che una valutazione ambientale completa dovrebbe considerare anche i processi industriali di produzione dei pannelli e le problematiche di smaltimento a fine vita.
Patrick Marini, fondatore del comitato "Le Sentinelle", ha parlato di un rischio di «nuova forma di latifondo energetico», paragonando il modello in atto a quello dell'antico latifondo, con le multinazionali dell'energia che sostituirebbero i grandi proprietari terrieri nel controllo delle superfici agricole.
Una posizione diversa è stata espressa da Giulio Borgia, produttore di biogas, che ha difeso le potenzialità dell'agrivoltaico come possibile strumento per conciliare produzione energetica e attività agricola, invitando i presenti a visitare il proprio progetto pilota.
Durante il dibattito con il pubblico sono emerse preoccupazioni sulla possibile perdita di valore degli immobili e dei terreni nelle zone interessate dagli impianti, e la domanda su chi dovrebbe eventualmente risarcire proprietari e comunità locali per tale perdita. Nel corso della serata si è discusso anche di energia nucleare, indicata da alcuni interventi come alternativa da valutare per la sua densità energetica e il minor consumo di territorio rispetto a eolico e fotovoltaico su larga scala.
L'assemblea, promossa dalla Pro Loco Braccagni–Montepescali, ha rappresentato un'occasione di confronto sulle conseguenze cumulative dei progetti energetici previsti nell'area, al di là della valutazione dei singoli impianti.




