Agrivoltaico in Maremma: la mappa dei progetti tra Massa Marittima, Ribolla e Roccastrada
Due impianti in corso o autorizzati nelle Colline Metallifere riaprono il confronto tra transizione energetica e tutela dei terreni agricoli.

- Associazioni agricole e ambientaliste divise tra apertura condizionata e richiesta di priorità ai tetti
Nelle Colline Metallifere e nell'entroterra grossetano il dibattito sull'agrivoltaico si è concentrato negli ultimi mesi su due progetti: l'impianto "Ghirlanda 1" nel territorio di Massa Marittima, il cui cantiere è già avviato, e l'impianto "Ribolla", tra i Comuni di Roccastrada e Grosseto, che ha ottenuto il via libera della Regione Toscana. Entrambi i casi mettono a confronto la spinta alle rinnovabili con le preoccupazioni di comitati, opposizioni politiche e associazioni agricole per il consumo di suolo.
Ghirlanda 1, il cantiere a Massa Marittima
Nella piana di Ghirlanda, alle porte di Massa Marittima, sono iniziati i lavori per un impianto che, secondo quanto riportato, occuperà circa 9,84 ettari recintati con una potenza di 7.460,64 kWp. Il sito è stato scelto anche per la vicinanza alla rete elettrica: l'impianto sorgerà a meno di 200 metri dalla Cabina Primaria Ghirlanda, evitando la realizzazione di nuovi lunghi elettrodotti.
Il Comune di Massa Marittima ha chiarito i margini di intervento a disposizione dell'amministrazione: i terreni sono classificati dalla normativa nazionale come "aree idonee" e, per impianti sotto i 10 MW, la legge prevede la Procedura abilitativa semplificata (Pas), per cui il Comune non dispone del potere di bloccare unilateralmente un progetto che rispetti i requisiti di legge. La sindaca Irene Marconi e l'assessore all'ambiente Lorenzo Balestri hanno però rivendicato un ruolo di controllo, spiegando che il Comune ha seguito e presidiato l'intera procedura attraverso una severa Conferenza dei Servizi, coinvolgendo gli enti competenti e ottenendo garanzie e condizioni a tutela del territorio.
Di segno diverso la posizione dei consiglieri di opposizione Sandro Poli e Paolo Mazzocco, che hanno presentato un'interrogazione al sindaco chiedendo di privilegiare le aree già compromesse: Massa Marittima è un territorio segnato da una lunga storia mineraria e dispone di aree dismesse, bonificate o comunque già compromesse dall'attività estrattiva.
Ribolla, il progetto più grande dell'area
Il caso di dimensioni maggiori riguarda l'impianto "Ribolla", promosso dalla società Spv Energy 3 Srl. La Regione Toscana ha rilasciato il via libera nell'ambito della Valutazione di impatto ambientale: ha espresso parere positivo di compatibilità ambientale per il progetto, previsto tra i Comuni di Roccastrada e Grosseto, nell'ambito del procedimento di Via regionale collegato all'autorizzazione unica energetica. Per il presidente Eugenio Giani "l'agrivoltaico rappresenta una delle sfide più importanti per coniugare produzione energetica da fonti rinnovabili e tutela del territorio agricolo".
I numeri dell'intervento sono consistenti: il progetto prevede una potenza nominale di 19.955 kWp e l'installazione di 36.828 moduli fotovoltaici bifacciali in silicio monocristallino, su un'area di circa 25 ettari suddivisa in due sotto-aree. Per il collegamento alla rete era previsto un cavidotto interrato di circa 16 chilometri, ma la società ha chiesto a Terna di adottare una soluzione più corta, collegando l'impianto alla stazione elettrica di Ribolla, distante circa 600 metri.
Negli ultimi giorni il progetto è finito al centro di un confronto anche per ragioni legate agli assetti societari dell'investitore. Legambiente, pur restando favorevole alla transizione energetica, ha chiesto trasparenza: secondo l'associazione la transizione energetica deve tenere insieme clima, agricoltura, territorio, trasparenza degli investimenti e responsabilità sociale.
Le associazioni agricole: apertura condizionata
Sul fronte del mondo agricolo le posizioni non sono unanimi. Coldiretti richiama la necessità di distinguere tra i diversi modelli di impianto: distingue tra produzione energetica integrata e occupazione dei terreni agricoli da parte degli impianti fotovoltaici a terra, ricordando che in Toscana sono già circa 500 gli ettari "consumati" dal fotovoltaico a terra, erano appena 33 nel solo 2024. Confagricoltura, con il presidente provinciale Attilio Tocchi, si dice invece favorevole a patto di regole chiare: "l'agrivoltaico avanzato può rappresentare una concreta opportunità per le imprese agricole, perché permette di creare una sinergia virtuosa tra produzione energetica, reddito aggiuntivo e continuità colturale. È fondamentale però che il protagonista principale resti sempre l'azienda agricola".
Anche i comitati locali, come I Love Grosseto, chiedono di invertire le priorità: "prima i tetti e le aree già trasformate, mentre sui terreni agricoli bisogna tornare a investire sugli alberi, sulle siepi e sull'agroforestazione".
Il nodo delle procedure
Il filo conduttore dei due casi è normativo: per gli impianti sotto i 10 MW la Procedura abilitativa semplificata lascia ai Comuni margini di intervento limitati, mentre per progetti più grandi come Ribolla la valutazione passa dalla Regione con la Via. Entrambi gli iter restano aperti al confronto con enti locali e associazioni, mentre i cantieri e le procedure proseguono. Per aggiornamenti sullo stato delle autorizzazioni si può consultare il sito della Regione Toscana e le pagine istituzionali dei Comuni di Massa Marittima e Roccastrada.

