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Sanità, la Cisal: «Grosseto trattata come la Cenerentola della Toscana»

Il sindacato Cisal chiede alla Regione di rivedere la riorganizzazione della chirurgia negli ospedali periferici di Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano.

Illustrazione
In breve
  • La Up Cisal Grosseto interviene sulla riorganizzazione della rete chirurgica decisa dall'Asl Toscana Sud Est
  • Il sindacato chiede alla Regione di riconsiderare le scelte prima di procedere con nuove riduzioni di servizi
  • Al centro della protesta la delibera n. 901 del 28 agosto 2026, già contestata da sindaci e altri sindacati
  • Cisal chiede anche investimenti sulla rete viaria secondaria per facilitare gli spostamenti verso gli ospedali

GROSSETO. La provincia di Grosseto sarebbe ancora una volta trattata come "la cenerentola della Toscana" in materia di servizi pubblici, questa volta sul fronte della sanità. È quanto sostiene la Up Cisal Grosseto, che in un comunicato firmato dal segretario confederale Paolo Masserizzi interviene sulla riorganizzazione della rete chirurgica provinciale, chiedendo alla Regione Toscana di rivedere le proprie decisioni.

Il sindacato fa sapere di aver atteso le posizioni degli altri soggetti coinvolti prima di intervenire pubblicamente sulla vicenda. La Cisal ricorda che negli anni la provincia ha già subito tagli a diversi servizi pubblici, dagli uffici amministrativi a quelli postali, di pubblica sicurezza e ai trasporti, e osserva che ora la riduzione riguarda anche gli ospedali periferici di Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano.

La delibera contestata

Al centro delle polemiche c'è la delibera del direttore generale dell'Azienda Usl Toscana Sud Est numero 901 del 28 agosto 2026, che prevede la centralizzazione di buona parte degli interventi di chirurgia all'ospedale Misericordia di Grosseto, con una riduzione delle prestazioni nei presidi periferici. Il provvedimento è già stato contestato nelle scorse settimane dai sindaci della provincia e da altre organizzazioni sindacali, tra cui Cisl e Uil, che ne hanno chiesto il ritiro e la riapertura di un tavolo di confronto con i territori.

La Cisal sottolinea di non disporre di dati sufficienti per un giudizio tecnico complessivo sulla riorganizzazione, ma richiama la situazione quotidiana negli ospedali: il Misericordia sempre più sotto pressione da un lato, lunghe attese nei pronto soccorso periferici dall'altro, con il personale sanitario costretto secondo il sindacato a sforzi straordinari per garantire le cure.

La preoccupazione per gli anziani

La preoccupazione principale espressa dal sindacato riguarda la popolazione anziana, che rischierebbe di dover affrontare spostamenti eccessivi fino a rinunciare alle cure. Per questo la Cisal chiede alla Regione di fermarsi prima di procedere con ulteriori riduzioni, invitando anche a investire nell'ammodernamento della rete viaria secondaria attraverso la Provincia, per rendere più agevoli gli spostamenti verso le strutture sanitarie nelle aree interne.

Il sindacato richiama infine il tema delle risorse, ricordando l'aumento dell'addizionale regionale Irpef deciso nella scorsa legislatura per coprire il disavanzo sanitario, e chiede una revisione complessiva del sistema attraverso un confronto diretto con medici, infermieri e operatori sanitari.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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