Parco Gentile, Turbanti replica a Mandarano: «Nessuna richiesta di parlare in Consiglio»
Il presidente del Consiglio comunale di Grosseto risponde all'avvocato Mandarano: la sua richiesta era per un dibattito pubblico, non per un intervento in aula.

- Turbanti: mai arrivata richiesta di intervento in Consiglio comunale
- Solo il presidente del Consiglio può autorizzare interventi in aula
- La mail di Mandarano al sindaco chiedeva un dibattito pubblico sulla vicenda Fanciullacci-Gentile
- La polemica riguarda l'intitolazione di un parco cittadino al filosofo Giovanni Gentile
GROSSETO – Prosegue il confronto a distanza sull'intitolazione di un parco cittadino al filosofo Giovanni Gentile, dopo la replica del presidente del Consiglio comunale di Grosseto, Fausto Turbanti, alle accuse dell'avvocato Francesco Mandarano.
Mandarano, legale della famiglia di Bruno Fanciullacci, il gappista che nel 1944 eseguì la condanna a morte di Gentile, aveva lamentato in una nota di non essere stato messo nelle condizioni di intervenire in Consiglio comunale per illustrare la figura dello storico ministro dell'Educazione durante il fascismo.
La replica di Turbanti
Turbanti ha smentito di aver ricevuto una simile richiesta: «Ai miei uffici non è mai arrivata alcuna richiesta di intervenire in Consiglio comunale», ha dichiarato il presidente del Consiglio. Turbanti ha inoltre ricordato le proprie competenze in materia: «Chi può autorizzare un intervento in Consiglio comunale sono solo io – prosegue Turbanti – è competenza del presidente del consiglio, e a me questa richiesta non è mai arrivata».
Cosa chiedeva davvero la mail
Ricostruendo le comunicazioni arrivate al Comune, è emerso che una richiesta di Mandarano era stata effettivamente inviata, ma al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e con un oggetto diverso. Nella mail, riportata dallo stesso presidente del Consiglio, l'avvocato chiedeva «un dibattito pubblico, da tenersi all'interno del palazzo comunale di Grosseto per discutere della vicenda di Fanciullacci – Gentile». Nello stesso messaggio, rivolgendosi al sindaco, Mandarano scriveva: «Se lei ritiene di avere un grande spessore storico-culturale ed una notevole combattività ideale e politica accetti questa proposta. Se non mi risponde o mi risponde in modo negativo vuol dire che lei è bene a conoscenza di aver reso omaggio e aver speso i soldi pubblici non per un italiano ma per un nazifascista».
Secondo la ricostruzione di Turbanti, dunque, la richiesta indirizzata al Comune non riguardava un intervento in aula consiliare, di competenza esclusiva del presidente del Consiglio, ma la convocazione di un dibattito pubblico nel palazzo municipale, questione che spetterebbe eventualmente al sindaco valutare.
La vicenda si inserisce nella polemica più ampia sull'intitolazione dell'area verde cittadina a Giovanni Gentile, già oggetto nelle settimane scorse di critiche da parte di altre forze politiche cittadine sulla scelta della toponomastica.




