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Priamo Ulmi, il medico condotto che curò Grosseto sotto le bombe

La storia di Priamo Ulmi, medico condotto grossetano che durante la Seconda guerra mondiale non abbandonò mai i suoi pazienti.

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Foto Cruz.croce / Wikimedia Commons, CC0
In breve
  • Nato a Grosseto nel 1903, si laureò in medicina a Siena a 24 anni
  • Fu medico condotto a Campagnatico, Istia d'Ombrone e poi a Grosseto città
  • Durante la guerra seguì anche i servizi medici di Batignano e Montepescali
  • Morì nel 1981: ai funerali nel duomo di Grosseto partecipò una grande folla

Una vita dedicata alla cura dei grossetani, anche nei momenti più difficili della storia del Novecento. È quella di Priamo Ulmi, medico condotto che per decenni assistette la popolazione della città e delle campagne circostanti, senza mai sottrarsi al proprio dovere nemmeno durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Gli studi e i primi incarichi

Priamo Ulmi nasce a Grosseto nel 1903 da Ulisse Ulmi, un uomo che riuscirà a crearsi una posizione diventando titolare di un'armeria e imprenditore agricolo. È il primogenito di cinque fratelli: Silvestro, morto giovanissimo di tubercolosi, Mauro, Elio, Rosina e Aldo, morto col suo aereo in una missione di guerra nei cieli africani.

All'età di ventiquattro anni, Priamo si laurea a Siena con 110 in medicina, poi diventa assistente volontario all'Ospedale Misericordia di Grosseto e nel 1928 medico condotto di Campagnatico. Sul fronte familiare, si sposa con Luciana Gobbini, che morirà nel 1958, e nel 1930 nasce il suo unico figlio, Ulisse, anche lui valente medico a Grosseto dal 1955 al 2002.

Nel 1930 vince la condotta nel Comune di Grosseto per la frazione di Istia d'Ombrone, dove resta fino al 1948, quando vincerà quella per la città di Grosseto.

Il medico che non abbandonò la città in guerra

Negli anni più duri del conflitto, Ulmi non si sottrasse agli incarichi più gravosi: durante la guerra è incaricato per oltre tre anni del servizio medico interinale di Batignano e, per un breve periodo, anche di quello di Montepescali. In quegli anni continuò ad assistere i malati anche sotto i bombardamenti, dalle campagne fino alla città, senza mai interrompere il proprio servizio.

L'addio nel 1981

Quando morì, nel 1981, l'affetto della città si manifestò in modo evidente: la messa funebre del dottor Priamo Ulmi fu celebrata nel duomo cittadino alla presenza di tanta, tantissima gente. Quando morì, nel 1981, il duomo si riempì di gente per l'ultimo saluto.

La vicenda di Ulmi resta una delle testimonianze della storia sanitaria grossetana del Novecento, in un'epoca in cui il medico condotto rappresentava spesso l'unico riferimento sanitario per intere comunità rurali, chiamato a intervenire in ogni condizione, comprese quelle più rischiose legate agli eventi bellici.

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