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Cronaca · Monte Argentario

Monte Argentario, cittadini lanciano raccolta fondi "da un euro" per la casa ai medici

Un gruppo di residenti dell'Argentario ha avviato una raccolta simbolica da un euro per l'alloggio dei medici di famiglia. Lo Spi Cgil chiede un piano strutturale sugli affitti.

Giani visita le mura di Porto Ercole e il cantiere del Bastione di Santa Barbara
Foto Nicola_Severino_Fotografo / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Alcuni cittadini di Monte Argentario hanno lanciato una raccolta fondi provocatoria da un euro per garantire un alloggio ai medici di famiglia
  • Il bando regionale prevede 84 posti con vincolo di zona in provincia di Grosseto, di cui tre a Porto Santo Stefano
  • Lo Spi Cgil segnala che circa 300 residenti dell'Argentario sono rimasti senza medico di base
  • Il sindacato chiede un piano per abitazioni a canone sostenibile destinate ai professionisti sanitari

ARGENTARIO. Trovare un medico di famiglia a Monte Argentario resta difficile, al punto che un gruppo di cittadini ha deciso di lanciare un'iniziativa provocatoria: una raccolta fondi che invita a donare un euro per contribuire all'alloggio dei medici di medicina generale che dovessero scegliere di lavorare sul promontorio.

L'iniziativa arriva dopo la pubblicazione del nuovo bando regionale per la copertura degli incarichi vacanti di assistenza primaria, che individua complessivamente 84 posti con vincolo di zona per i medici di medicina generale nella provincia di Grosseto, con tre postazioni vincolate all'ambulatorio principale di Porto Santo Stefano.

A commentare la raccolta fondi sono lo Spi Cgil Lega Argentario e lo Spi Cgil provinciale di Grosseto, secondo cui «la raccolta fondi non rappresenta una soluzione al problema, ma è un segnale significativo: la carenza di medici è una difficoltà avvertita da tempo dalla comunità e non può essere considerata un'emergenza passeggera».

Il nodo degli affitti

Per il sindacato l'ostacolo principale resta quello abitativo: gli affitti a Orbetello, sull'Argentario e nelle zone limitrofe sono fortemente condizionati dalla vocazione turistica del territorio e dalla prevalenza delle locazioni estive, con il risultato che i canoni possono raggiungere cifre incompatibili con gli stipendi di molte professioniste e molti professionisti del servizio sanitario.

Secondo i dati richiamati dallo Spi Cgil, circa 300 residenti di Monte Argentario sono rimasti senza medico di medicina generale, costretti a rivolgersi ai comuni limitrofi per trovare un dottore disponibile, con maggiori disagi soprattutto per anziani e persone fragili.

Il tema della carenza di personale sanitario sul promontorio non è nuovo: pochi mesi fa il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, aveva riconosciuto «una difficoltà di reperire i medici, solo in Maremma ne mancano 12», collegando il problema alla normativa sul numero chiuso nelle facoltà di medicina.

Il sindacato chiede ora alle istituzioni di costruire un piano specifico che renda disponibili abitazioni a canone sostenibile per i professionisti sanitari, utilizzando patrimonio pubblico inutilizzato e strumenti di collaborazione con i privati, in modo da rendere i territori periferici e insulari realmente attrattivi per medici, infermieri e altre figure sanitarie oggi carenti anche nella Casa di comunità di Porto Santo Stefano.

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