Isola del Giglio, al porto una passerella che produce energia da sole e mare
Progetto pilota al porto dell'Isola del Giglio: una passerella galleggiante calpestabile genera energia dal sole e dal moto ondoso.

- Gli smorzatori riducono le oscillazioni del pontile fino al 90% generando energia dal moto ondoso
Una passerella galleggiante e calpestabile capace di produrre energia sfruttando contemporaneamente il sole e la forza delle correnti marine. È il progetto pilota scelto per il porto dell'Isola del Giglio, frutto della tecnologia sviluppata dalla società New Time, che unisce pavimenti fotovoltaici calpestabili a un sistema di generazione energetica ibrida.
La tecnologia e il progetto
L'infrastruttura è concepita come passerella d'accesso e pontile d'ormeggio per imbarcazioni da diporto, dai motoryacht alle barche a vela. A spiegarne il funzionamento è l'amministratore unico di New Time, Paolo Cimatti, secondo cui "pur rimanendo il solare il vettore a più alta resa, la nostra tecnologia è concepita per dialogare armoniosamente con l'energia marina ed eolica, declinando il fotovoltaico su qualsiasi superficie complessa". Cimatti sottolinea inoltre che "il progetto dimostra come il moto ondoso rappresenti una risorsa energetica complementare alla radiazione solare, e l'incremento degli investimenti nella ricerca applicata consentirà di moltiplicare la densità energetica generata a parità di superficie occupata".
Per la prima volta la tecnologia proprietaria dei pavimenti fotovoltaici calpestabili di New Time opera insieme ai Seadamp FX, smorzatori idraulici ideati e realizzati da Seares, PMI innovativa toscana specializzata in sistemi di ormeggio a recupero energetico. Questi dispositivi sono in grado di aumentare la sicurezza e la stabilità del pontile, riducendo le oscillazioni fino al 90% e generando al tempo stesso energia dal moto ondoso.
Perché il Giglio
La scelta è ricaduta sull'Isola del Giglio, dove la tutela ambientale rappresenta una priorità consolidata, anche in considerazione delle lunghe operazioni di ripristino dei fondali di punta Gabbianara seguite al naufragio della Costa Concordia. In questo caso non si tratta di intervenire su un ambiente sottomarino da recuperare, ma di utilizzarlo per produrre energia pulita senza impatti sullo skyline dell'isola né sui terreni circostanti.
L'infrastruttura, già diffusa nei porticcioli turistici come semplice elemento funzionale, viene qui proposta come modello di architettura energetica replicabile su scala industriale, in grado di coniugare la fruizione del porto con la produzione di energia rinnovabile.




