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Goletta Verde 2026, ARPAT: acque della Maremma buone o eccellenti, criticità nelle foci

Presentati a Firenze i dati di Legambiente e ARPAT sulla balneazione in Toscana: nel Grossetano qualità generalmente alta, ma persistono criticità alle foci dei corsi d'acqua.

Goletta Verde 2026, ARPAT: acque della Maremma buone o eccellenti, criticità nelle foci
Foto ARPAT – comunicati
In breve
  • Segnalato anche il monitoraggio dell'alga Ostreopsis ovata e l'allarme sul riscaldamento del Mediterraneo, con giugno 2026 mese più caldo mai registrato in Europa occidentale

Il 29 luglio si è tenuta presso la libreria Libri Liberi di Firenze la presentazione dei risultati della campagna Goletta Verde 2026 di Legambiente, con il contributo di ARPAT per un'analisi integrata dei dati sul monitoraggio delle acque di balneazione lungo la costa toscana. All'incontro hanno partecipato il Commissario di ARPAT Pietro Rubellini, Fausto Ferruzza (presidente di Legambiente Toscana), Marco Mancini (Ufficio scientifico nazionale Legambiente), Federico Gasperini (direttore Legambiente Toscana) e Alessia Merlo (Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati), fa sapere ARPAT in un comunicato.

Il monitoraggio ARPAT

Dal 1° aprile al 30 settembre di ogni anno l'Agenzia effettua il monitoraggio ufficiale della qualità di oltre 270 aree balneari lungo tutta la costa toscana e in alcune zone lacustri, con dati consultabili sul sito web dell'Agenzia e sull'app ARPAT. Da fine giugno a settembre viene inoltre monitorata l'Ostreopsis ovata, un'alga microscopica che in determinate condizioni può produrre tossine capaci di causare disturbi ai bagnanti.

I dati nel Grossetano

Dalla tabella diffusa da ARPAT, relativa alla campagna Goletta Verde del 6-8 luglio 2026, nella provincia di Grosseto i punti monitorati risultano prevalentemente "buoni" o "eccellenti": è il caso della foce del fiume Bruna a Castiglione della Pescaia, della foce dell'Osa e dell'Albegna a Orbetello, di Cala Galera-Punta Pertuso a Monte Argentario e della Tagliata Etrusca a Orbetello. Fa eccezione la foce del fiume Gora a Follonica, dove vige un divieto permanente per motivi igienico-sanitari e la classificazione ARPAT risulta "scarsa", pur con un campione di luglio risultato a norma.

Le dichiarazioni

"I dati raccolti da Legambiente e quelli di ARPAT confermano sostanzialmente la medesima fotografia, con un miglioramento rispetto allo scorso anno, ma nelle aree influenzate dalle foci di fiumi, torrenti e fossi tutti i dati evidenziano costanti criticità, soprattutto nella parte settentrionale della Toscana", ha dichiarato il Commissario Pietro Rubellini, sottolineando che tali criticità dipendono in larga parte da carenze del sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue, amplificate da eventi di pioggia intensi legati ai cambiamenti climatici.

Rubellini ha inoltre richiamato i dati di Copernicus, secondo cui giugno 2026 è stato il mese più caldo mai registrato in Europa occidentale, con la temperatura superficiale del Mediterraneo occidentale arrivata a circa 27°C, 3,7°C sopra la media, con effetti su biodiversità marina e habitat come le praterie di posidonia.

Fonte: ARPAT – comunicati

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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