Processo per traffico di rifiuti a Grosseto: assolto l'imputato
Si è concluso con l'assoluzione il processo per presunti conferimenti illeciti di oltre 84 tonnellate di rifiuti speciali in un impianto di via Giordania a Grosseto.

- Assoluzione con rito abbreviato dal giudice del Tribunale di Grosseto
- La Procura contestava 42 conferimenti non autorizzati negli anni 2022 e 2023
- In totale erano coinvolte oltre 84 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi
- I conferimenti sarebbero avvenuti nell'impianto di una ditta in via Giordania a Grosseto
Si è chiuso con una sentenza di assoluzione il processo che vedeva un uomo accusato di aver effettuato una lunga serie di conferimenti non autorizzati di rifiuti speciali e pericolosi tra il 2022 e il 2023 in un impianto di via Giordania, a Grosseto. Il giudice del Tribunale di Grosseto, Compagnucci, ha assolto l'imputato da tutti gli addebiti al termine del processo, celebrato con rito abbreviato su richiesta della difesa.
Le accuse della Procura
Secondo la tesi accusatoria sostenuta dalla vice procuratrice onoraria Elena Bartalini, l'uomo avrebbe gestito e trasportato ingenti quantitativi di rifiuti senza essere iscritto all'Albo nazionale dei gestori ambientali, come previsto dalla normativa in materia ambientale. Nello specifico, la Procura gli contestava il reato continuato per un totale di 42 distinti conferimenti effettuati nell'impianto della ditta Santi Paola, in via Giordania.
Le indagini avevano ricostruito un quadro dettagliato dei materiali movimentati: nel 2022 sarebbero stati eseguiti 35 conferimenti per circa 63 tonnellate di rifiuti speciali, comprese oltre una tonnellata di batterie esauste e diverse centinaia di chili di rame, bronzo e ottone. Nel 2023, nello stesso impianto, sarebbero stati registrati altri 7 conferimenti per oltre 21 tonnellate, tra cui 21.500 chili di ferro e acciaio. Il totale dei materiali oggetto dell'accusa ammontava a circa 84,6 tonnellate.
La difesa e la decisione del giudice
La difesa, affidata all'avvocato Thomas Vignoli, ha contestato in aula l'impianto accusatorio, sostenendo l'insussistenza dei reati contestati. Le argomentazioni presentate hanno convinto il giudice, che ha pronunciato l'assoluzione dell'imputato da tutte le accuse formulate dalla Procura.
Il caso riguardava la gestione di rifiuti speciali, categoria di scarti che, per la normativa ambientale italiana, richiede specifiche autorizzazioni e l'iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali per chi si occupa di trasporto, raccolta e smaltimento, proprio per garantire tracciabilità e corretto trattamento dei materiali, alcuni dei quali classificati come pericolosi per l'ambiente.

